Travel Emilia Romagna

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[Parlami di tER #45] Ancora in piedi

Frankie 23/05/2012

Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima

Per tutto il giorno ieri mi sono crogiolata nella gloria del viaggio.

Stavo assaporando attivamente le opportunità che mi sono state date di scoprire cose nuove, imparare sul passato e apprezzare le differenze.

Ho trascorso la giornata a vagabondare per Bologna, facendo un po’ di “real-time blogging” per TravMonkey.com, stancandomi nella migliore maniera possibile; cibo, vino, cultura, storia. Più tardi nel pomeriggio a me e agli altri ospiti di BlogVille è stato concesso l’onore di poter accedere all’area VIP della Mille Miglia, che stava passando per Bologna. La parata d’auto d’epoca è conosciuta in tutto il mondo per il suo glamour [e il suo rumore!] e guardarla ieri sera è stata la realizzazione di un sogno che non sapevo di avere. E quando poi ci hanno chiesto di salutare le auto in arrivo e timbrare il loro pass..Mamma Mia!

è stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita. Sapevo che sarebbe stato un momento irripetibile, qualcosa che non avrei mai più fatto e per questo motivo ne ho apprezzato ogni folle secondo.
Grazie viaggio! Grazie mondo!

E poi si è scatenato il terremoto.

Verso le 4 di questa mattina un terremoto ha colpito a 20 miglia a nord-ovest di Bologna, magnitudo 6,0 sulla scala Richter.
Sono stata di fatto svegliata dai rintocchi spontanei provenienti dalla campana di una vicina chiesa, ma ho subito capito che mi stavo muovendo.

Una volta sveglia, mi sono sbalordita di quanto forte e prolungata potesse essere la scossa. Nella mia mente continuavo a chiedermi “è un terremoto? si tratta davvero di un terremoto?”
è stato come se qualcuno avesse afferrato la nostra casa e la stesse scuotendo da parte a parte, su e giù come una saliera.

Ho sentito una della mie colleghe blogger, Satu, andare in giro e chiamare i nostri nomi prima che la scossa si fermasse ma io ero atterrita nel mio letto, per metà temendo il peggio [che il soffitto cedesse], per metà sbigottita dall’intera esperienza; il mio primo terremoto.

Quando il movimento si è fermato, cosa che stranamente non mi aspettavo accadesse, sono uscita dal letto e ho raggiunto Satu e l’altra nostra coinquilina Jan nel corridoio. Satu teneva in braccio il suo bimbo di sei mesi, fortunatamente del tutto ignaro e dormiente, e nella penombra abbiamo discusso di quanto era appena accaduto. Anche per loro quello era stato il primo terremoto. Abbiamo rivissuto la paura e la confusione, un po’ ridendo nervosamente, un po’ boccheggiando incredule.

Non sapendo se la cosa fosse stata abbastanza grande da fare notizia, ho mandato al mio ragazzo e a mia madre un breve messaggio ciascuno per dire loro che stavo bene, ho twittato agli organizzatori che a BlogVille era tutto ok e poi mi ho provato a rimettermi a dormire. Ma, ovviamente, non ci sono riuscita.

Sono rimasta sveglia per un paio d’ore e quando l’adrenalina è evaporata ho cominciato a farmi domande sull’intera esperienza; e se ci fosse stata un’altra scossa più forte in arrivo? (Abbiamo poi scoperto che tutte noi avevamo dormito durante una scossa 4,2 avvenuta due ore prima di quella che ci ha svegliate, e ne abbiamo vissuta un’altra forte poco prima delle 6.) Cosa avrei dovuto fare? Era giusto nascondersi sotto il letto, rimanere sotto l’arco di una porta o magari sotto un tavolo? Noi eravamo al terzo piano, avremmo dovuto provare a scendere più in basso, avvicinarci al suolo? Non avevo mai dovuto pensare a queste cose quando vivevo a Shepherd’s Bush!

Ed è stato in quel momento che ho realizzato che non importa quanti giorni come quelli di ieri posso sperimentare, né quanto piacere posso provare nel viverli, il mondo ha sempre il controllo.

Ci siamo svegliate questa mattina per apprendere che il terremoto ha provocato almeno quattro morti, forse di più; una conclusione che fa riflettere molto su quella che altrimenti sarebbe stata una spaventosa sgradevole esperienza.

Ho appena circumnavigato il centro storico della città alla ricerca di crepe nei muri o mattoni a terra, ma non ho trovato alcun segno evidente dei drammatici eventi accaduti la notte scorsa. Gli abitanti portavano a spasso i propri cani, i turisti andavano alla ricerca dei luoghi caratteristici e la polizia era presente non a causa del terremoto ma perché stava monitorando il nuovo piano di pedonalizzazione del centro di Bologna durante il weekend.

è ironico che le mie prime impressioni di Bologna includessero la parola “solida”; non avevo idea che avrei testato questa solidità così letteralmente.

Devo essere onesta e dire che mi sono sentita un po’ cupa a camminare in città in questo momento. Francamente mi sentivo un po’ emotiva ed egoisticamente desideravo un abbraccio da qualcuno che amo. Internamente stavo valutando se continuare il “live-blogging” su TravMonkey o meno. Ma poi mi sono fermata davanti alle Due Torri, sulla più alta delle quali mi sono divertita a salire ieri. Le loro origini risalgono al 1300 e sono due dei monumenti più importanti di Bologna. Hanno vissuto e sopravvissuto a forse centinaia di terremoti di qualsiasi magnitudo, per non parlare delle guerre mondiali e altre crisi. Sicuramente se loro possono continuare a stare in piedi con orgoglio durante e dopo un forte terremoto, allora io posso proseguire con quello che sono venuta a fare qui, cercare il meglio di Bologna. Quindi questo è quello che continuerò a fare.

Ma non pensiate nemmeno per un secondo che dimenticherò, almeno non oggi, come il mondo sia tanto più grande e più forte di quanto avrei mai immaginato potesse essere, non importa quanto cerco di vedere di esso.

E, allo stesso modo, non crediate che io non mi senta incredibilmente fortunata in questo momento, perché è quello che provo, e i miei pensieri vanno sinceramente a coloro che hanno sofferto molto di più a causa del terremoto della notte scorsa.

L’autrice di questo racconto si chiama Frankie, ma potete chiamarla Bird. Frankie è tra gli ospiti di BlogVille, il posto dove i blogger si possono sentire a casa, in Emilia- Romagna. Nell’ottobre del 2011 ha lasciato il lavoro e la sua amorevole vita londinese per viaggiare con il suo ragazzo. Crede nel potere delle parole scelte con cura. Ama praticamente tutti i generi di musica. Può mangiare qualsiasi tipo di torta. E ama scattare fotografie. [more

Il testo originale di questo post è sul suo blog, asthebirdfliesblog.com, ed è stato scritto alle ore 12.07 di domenica 20 maggio 2012, dopo il terremoto che nella notte tra sabato 19 e domenica 20 ha colpito l’Emilia-Romagna, provocando 7 morti, 58 feriti e oltre 4mila sfollati.

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