La stagione teatrale 2011/2012 è ricchissima. Oggi andiamo alla scoperta del programma dei teatri di Reggio Emilia e, in particolare, del programma di danza.
Il prossimo appuntamento è per il 19 gennaio quando al Teatro Cavallerizza va in scena Press, un solo creato e interpretato da Pierre Rigal, una produzione della Compagnie Dernière Minute e del Gate Theater di Londra, dove si è tenuta la prima assoluta il 15 febbraio 2008.
Pierre Rigal è coreografo e performer. Inizia il suo percorso come atleta, specialista nei 400m e 400m ostacoli, prosegue con studi di matematica ed economia a Barcellona, diplomandosi con un Master in Cinema. Si avvicina alla danza nel 2002, quando entra a far parte della Compagnia di Gilles Jobin, partecipando alla creazione Under Construction.
Press presenta l’immagine dell’uomo moderno nella sua immensa normalità e al tempo stesso nella sua enigmatica complessità.
Il corpo di questo individuo-prodotto, dandy inquietante, è mosso dalla sequenza standardizzata del suo stesso automatismo, ma anche dagli ingranaggi del suo stretto spazio vitale. Forse con il suo stesso consenso, si ritrova prigioniero in una stanza vuota. Le trasformazioni meccaniche di questo ambiente fisico e mentale agiscono sul suo corpo, obbligandolo ad adattare costantemente la sua posizione e i suoi movimenti. E’ quindi trascinato in una impasse assurda e angosciante…
PRESS from Tap Scène Nationale de Poitiers on Vimeo.
Concezione, scenografia, coreografia e interpretazione sono di Pierre Rigal, la musica originale dal vivo è di Nihil Bordures.
Il 25 febbraio al Teatro Ariosto la volta di Swayambhu, di Shantala Shivalingappa. Pronunciato suaya-mbu, Swayambhu significa “Colui che si manifesta spontaneamente” o “Chi si origina da sé” ed è un termine sanscrito usato per designare una pietra o una roccia che presenta in modo naturale le sembianze della divinità, come ad esempio Ganesh, il Dio dalla testa d’elefante, o Shiva, il Dio della danza.
In modo più sottile, Swayambhu designa l’esperienza spontanea e improvvisa di una presa di coscienza della realtà, un momento di grande lucidità, dove si rileva la natura essenziale del reale: un campo infinito di Unità, Fluidità, Energia.
Il danzatore diventa un artigiano-alchimista. Esce da quelli che sono i suoi strumenti: movimenti, gesti, ritmica, dinamica, espressioni del viso, musica, melodia, parole, uso dello spazio, luci, colori, estetica, intenzionalità, stato mentale.
Ogni elemento è reso più acuto, osservato, soppesato e poi maneggiato con cura, amore, delicatezza. Cerca l’alleato giusto che sarà propizio alla manifestazione d’una espressione pura, dove la percezione sarà resa possibile.
Una visione da cui si indovina la luce, ma di cui non si è mai provata la forma con chiarezza, e che non ci si può aspettare di intravedere che grazie a questa alchimia magica, che permette la sua rivelazione spontanea: per un istante cade il velo dell’illusione, Maya in sanscrito, ed affiora l’infinito…bisogna però che l’alchimia riesca.
Il percorso della danzatrice e coreografa Shantala Shivalingappa procede sul filo di scelte artistiche precise. Riconosciuta interprete di Kuchipudi, una danza indiana classica, Shantala riesce a creare degli spettacoli a sua misura, tra tradizione e modernità.
Nella sua nuova produzione si misura con un récital solo di kuchipudi, percorso dalle molteplici influenze di cui è intessuto il suo cammino, da Maurice Béjart fino a Bartabas passando per Peter Brook e Pina Bausch.
Formatasi presso il maestro del genere Vempati Chinna Satyam che ha permesso la rinascita del kuchipudi in India, Shantala ha messo a punto un programma che esalta il gioco di contrasti che fondono questo stile.
Shantala ha messo a punto un programma che esalta il gioco di contrasti che fondono questo stile. Rapida e sospesa, terrena e aerea, simmetrica e asimmetrica, la danza gioca in un bilico sottile che Shantala Shivalingappa adatta con precisione. Tra l’essenza di un’arte e la sua incarnazione contemporanea, appare una scrittura personale.
Chiude la stagione The Forsythe Company, il 13 e 14 aprile, con un programma ancora da definire. La compagnia è nata nel 2005 per iniziativa di William Forsythe, uno dei più importanti coreografi al mondo, celebre per aver spostato l’orientamento del balletto dall’identificazione con il repertorio classico ad un’arte dinamica del XXI secolo. Il suo forte interesse per i principi fondamentali dell’organizzazione lo ha portato a produrre un’ampia gamma di progetti, tra i quali istallazioni, film, creazioni multimediali.
The Forsythe Company è compagnia in residenza presso il Festspielhaus Hellerau di Dresda e il Bockenheimer Depot di Francoforte.








