HandMadeER | le biciclette di Massimo e Davide

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HandMadeER | le biciclette di Massimo e Davide


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“E’ iniziato come tante cose un po’ per gioco disegnando biciclette…”

In una stradina ai bordi del centro storico di Parma, c’è una officina di biciclette molto speciale, forse una delle poche rimaste in Italia e che continua a fabbricare i suoi prodotti interamente a mano. Qui materiali e design si fondono poeticamente in un unico oggetto, grazie all’amore ed alla passione dei suoi due proprietari.

Oggi pubblichiamo la seconda puntata di HandMadeER, la video-rubrica dedicata all’artigianato e ai prodotti fatti a mano in Emilia-Romagna, portandovi a Parma per scoprire il lavoro di Massimo e Davide artigiani e creatori di Italia Veloce, un particolare marchio ed officina di velocipedi che riprende l’antica tradizione dei fabbricanti di biciclette parmigiani, quella dove ogni dettaglio è unico e rigorosamente lavorato a mano.

Come e quando hai iniziato a fabbricare biciclette?

“E’ iniziato come tante cose un po’ per gioco disegnando biciclette – devo dire che io sono sempre stato nel mondo delle biciclette perché io correvo da ragazzo e poi andavo molto piano perché tutte le volte che partivo per fare l’allenamento mi fermavo a sistemare la bicicletta e quindi perdevo delle ore a sistemare la bicicletta e non mi allenavo e arrivavo sempre ultimo.”

Come vi è venuta l’idea del nome “Italia Veloce”?

“Quando abbiamo visto la mostra sul futurismo abbiamo avuto l’illuminazione e abbiamo detto “Italia Veloce” è perfetto perché è futurista c’è il nome Italia – per qualcuno che vuole andare all’estero è fondamentale – e veloce ti da quasi la speranza di dinamicità, non solo per la bicicletta che è un po’ un controsenso ma è anche bello.”

Come sono realizzate le vostre biciclette, qual’è il valore aggiunto di una bicicletta artigianale? 

“Le nostre bici sono veramente artigianali, il telaio è fatto in Italia, a mano, perché i telai in acciaio si fanno solo a mano, poi le nostre bici sono montate e assemblate qua, in questo piccolo locale e tutte le finiture sono realizzate da noi, questo perché noi crediamo nella bicicletta unica e personalizzata.”

Ci puoi dire qualcuna delle richieste più particolari che ti sono capitate? 

Massimo sorride: “Un ragazzo ha voluto che fissassimo al telaio un dito di metallo che doveva sorreggere un ombrello perché lui era collezionista di ombrelli.”

A che livello di dettaglio arrivate nelle vostre biciclette artigianali?

“Questi ad esempio sono i pattini dei freni che vanno qua dove ci sono i certi in legno come la bici che c’è giù . Occorrono dei pattini in sughero per frenare perché con quelli in gomma si sporcherebbero i cerchi e quant’altro. Ecco questi qua li facciamo noi a mano.”

Quando hai deciso di iniziare a fabbricare biciclette?

“Ho esercitato per un sacco di anni come architetto. Poi come architetto abbiamo disegnato per Bianchi per Milani per altri marchi, sia bici sia tutto quello che era connesso al mondo della bici, dagli allestimenti fieristici ai negozi alle linee di abbigliamento e poi dopo abbiamo cominciato con la nostra linea.”

Le vostre bici sono tutte molto “ferrose”, perché proprio questo materiale? 

“Io avevo un papà che aveva un’officina metalmeccanica e quindi io ero sempre in officina a saldare – io ho imparato a saldare che avevo 9/10 anni, quindi l’amore per il ferro, per questo materiale e per il mezzo meccanico c’è da sempre.”

Oggi Massimo e Davide portano avanti questa attività con cura e trasporto, fabbricando biciclette per clienti provenienti da tutto il mondo secondo il loro personalissimo modo di vedere il mondo delle due ruote, un mondo veloce, dominato dalla tecnica eppure comprensibile appieno solamente lavorando ogni singolo pezzo con le mani nude.
Per maggiori informazioni potete scrivere a info@italiaveloce.it

  • Ph. Fabio Duma

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Explorer and adventurer: loves to surf the Oceans, climb the Mountains and ride on the deep web.

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