Gli otto Patrimoni UNESCO dell’Emilia Romagna

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Gli otto Patrimoni UNESCO dell’Emilia Romagna


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Con i suoi 47 luoghi d’arte e cultura, l’Italia attualmente è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO. Tre di questi, più cinque emergenze culturali, si trovano in Emilia Romagna e oggi, per inaugurare il tema dei nostri palinsesti delle prossime due settimane, li vogliamo celebrare tutti insieme, spiegando perché questi luoghi sono stati importanti per la storia del mondo tanto da essere definiti Patrimonio dell’Umanità.

Partiamo da Ferrara, eletta nel 1995 come Città del Rinascimento. Nel XV e XVI secolo infatti Ferrara fu un importante centro intellettuale, dimora di artisti come Piero della Francesca, Jacopo Bellini e Andrea Mantegna. Qui fu messo in pratica il concetto umanistico della ‘città ideale’, grazie ai progetti urbanistici di Biagio Rossetti. La sua Addizione Erculea infatti fu, per estensione e organicità, il primo progetto realizzato in Europa secondo i nuovi principi della prospettiva e segnò la nascita dell’urbanistica moderna.
La città preserva tutt’ora intatta questa struttura architettonica, i cui canoni ebbero una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti.
Nel 1999 il riconoscimento UNESCO è stato esteso al suo Delta del Po, in quanto paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale e alle Delizie Estensi (le antiche residenze di corte edificate tra la fine del Medioevo ed il Rinascimento nel territorio ferrarese come luoghi di svago per principi e cortigiani), in quanto opere che illustrano in modo eccezionale il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale.

Ravenna, la Città del Mosaicofu la capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo e la capitale dell’Impero Bizantino in Italia fino al VIII secolo; sono otto i suoi Monumenti Paleocristiani (costruiti tra il V e il VI secolo) dichiarati dal 1996 Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Battistero Neoniano e la Cappella di Sant’Andrea. Questo complesso di monumenti tardo antichi è considerato unico al mondo per la ricchezza e la qualità artistica delle decorazioni a mosaico presenti in essi ed è testimonianza delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un importante periodo della storia europea.

A Modena nel giro di pochi metri troviamo ben tre costruzioni uniche, inserite dal 1997 nella lista UNESCO: Piazza Grande, il Duomo e la sua torre Ghirlandina, considerata un po’ il simbolo della città.
La Cattedrale, costruita nel XII secolo per opera congiunta di due grandi artisti, l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo, è un esempio supremo della prima arte romanica, che si propose come importante modello per tutto il Romanico padano. L’edificio è considerato un capolavoro del genio creativo umano nel quale è stato creato un nuovo rapporto dialettico tra architettura e scultura.
Con la sua piazza e la torre slanciata, l’opera testimonia la potenza della dinastia dei Canossa (che lo ha commissionato) e le tradizioni culturali del periodo: è uno dei migliori esempi di un complesso architettonico in cui si combinano valori religiosi e civili in una città cristiana medievale.

Bologna dal 2006 è una delle cinque Città Creative della Musica per la sua ricca tradizione musicale in continua evoluzione e il suo impegno a promuovere la musica come mezzo di sviluppo economico e di inclusione sociale e culturale. Dal passato -tra il XVII e XIX secolo Bologna fu meta dei maggiori musicisti d’Europa (Mozart, Liszt, Mendelssohn e poi Farinelli, Rossini e Donizetti, che la scelsero come dimora per periodi più o meno lunghi della loro vita)- al presente, la città ha accresciuto e vivacizzato la sua vocazione musicale.
Oltre ad essere stata la culla di alcuni illustri artisti della musica leggera contemporanea (come Andrea Mingardi, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni, Cesare Cremonini), Bologna è oggi sede dell’Orchestra Mozart, con la Direzione artistica del Maestro Claudio Abbado, ed ospita numerosi luoghi dedicati all’arte melodica (come il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, il Museo della Comunicazione G. Pelagalli e l’Oratorio di San Colombano che custodisce la collezione di strumenti musicali del Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini).
Inoltre dalla fine degli anni ’50 in avanti Bologna è la Capitale europea del Jazz, grazie al Festival Internazionale ideato da Alberto Alberti. La città durante l’anno è infatti animata da numerosi Festival, che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea (dal Bologna Festival e Baby BoFe’ ad AngelicA, fino all’Indipendence Day).

Rimanendo in territorio bolognese, troviamo altri due luoghi importanti per l’UNESCO in quanto Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace: la Chiusa di Casalecchio di Reno, la più antica opera idraulica d’Europa ancora in funzione (la cui storia avevamo approfondito qualche tempo fa in un blogpost), e l’Abbazia di Santa Cecilia della Croara a San Lazzaro di Savena.

Un altro monumento definito Testimone di una Cultura di Pace è il Mic, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, in quanto Espressione dell’arte ceramica nel Mondo. Fondato nel 1908, il Museo raccoglie circa 60.000 opere (delle quali 6.000 in esposizione) che testimoniano le produzioni ceramiche di ogni epoca e continente, dai reperti dell’Antica Mesopotamia a quelli dei più grandi artisti contemporanei (Picasso, Matisse, Chagall, Fontana..).
Secondo l’UNESCO il Museo costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale ed internazionale, tanto per la presenza delle preziose opere ceramiche in esso contenute, quanto per l’eccezionale documentazione custodita nella sua biblioteca, che ospita oltre 60.000 volumi e 400 periodici.

Infine, Cesena ospita la Biblioteca Malatestiana, unico luogo in Italia ad essere stato inserito (dal 2005) nel Registro UNESCO Memoria del Mondo. La biblioteca monastica, costruita nella metà del XV secolo, ha particolare importanza storica in quanto detiene due primati assoluti: è stata la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa, ed è l’unico esempio di biblioteca monastica umanistica giunta fino a noi perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria. Nella Malatestiana sono conservati 287 incunaboli, circa 4.000 cinquecentine, 1.753 manoscritti e oltre 17.000 lettere. Secondo gli storici, la curiosa particolarità che la Biblioteca Malatestiana fosse di proprietà pubblica, ma che la sua custodia fosse affidata ai frati Francescani, fu ciò che la preservò da danneggiamenti e saccheggi nel corso dei secoli.

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My roots are in Bologna but I love traveling, both physically and with imagination, thanks to books and movies. Communication and crowdsourcing are my bread and butter.