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Fotografi in erba nelle aree protette dell’Emilia Romagna

Claudia Vago 14/04/2011

Nelle scorse settimane vi abbiamo fatto scoprire le aree protette dell’Emilia Romagna: parchi nazionali e oasi naturali, parchi regionali (1 e 2) e riserve naturali (1 e 2).

Con l’arrivo della primavera cosa c’è di meglio di una giornata nella natura? Una giornata a fotografare la natura!

Foto di slaff

Oggi cercheremo di darvi qualche consiglio su come fotografare al meglio paesaggi, piante e animali. Anche senza essere grandi fotografi, con qualche piccolo accorgimento è possibile portarsi a casa dei bei ricordi della gita.

La prima dote importante per un fotografo naturalistico è lo spirito di osservazione, la capacità di vedere ciò che accade intorno a sé e coglierne particolari curiosi, insoliti, interessanti. Un’altra caratteristica importante, soprattutto fotografando animali, è la pazienza, saper aspettare che si produca quel movimento che rende l’immagine da immortalare unica e irripetibile.

Oltre a questo, anche l’atteggiamento con cui ci si avvicina alla natura e ai soggetti da fotografare è importante. Innanzitutto occorre avere rispetto, sentirsi come un ospite che entra in punta di piedi per non disturbare. E’ importante, inoltre, conoscere il luogo che si vuole fotografare, l’habitat, le piante e gli animali che vi si trovano. Senza diventare esperti botanici o zoologi, bisogna far crescere la passione per quanto si incontrerà. Se, ad esempio, in una zona lagunare sappiamo che in un periodo dell’anno è possibile vedere la migrazione di uccelli, magari di qualche specie in particolare, potremo andare più preparati per fare qualche bello scatto.

Ecco un breve vademecum di atteggiamenti utili al fotografo appassionato:

• Camminare, andare fuori dagli itinerari battuti, cercare sempre la prospettiva nuova, lo scorcio inconsueto, la luce e le condizioni migliori, questo perché la fortuna bisogna saperla aiutare.
• Saper aspettare, avere pazienza, osservare bene il soggetto prima di scattare.
• Se fa un lato bisogna avere pazienza è necessario anche essere pronti a scattare cogliendo un riflesso, un raggio di luce, un’atmosfera particolare che possono fare di una foto banale una grande fotografia. In questo le fotocamere digitali ci aiutano dandoci la possibilità di scattare un gran numero di foto. Non esitare a scattare anche in condizioni di luce difficili.
• Porare sempre la macchinetta fotografica con se, il buon fotografo non lascia mai il suo strumento di lavoro a casa, che faccia bel tempo o piova. Un raggio di sole tra le nubi o un cielo tempestoso sono ottimi soggetti per un fotografia.
• “Fotografare, fotografare, fotografare…” è forse il suggerimento più importante. Solo l’esperienza permette di padroneggiare la propria attrezzatura e di concentrarsi così solo sul soggetto inquadrato.
• Riguardare spesso le proprie fotografie e ragionare su quali errori si sono commessi nel produrre le foto sbagliate.

Ed ecco ora alcuni consigli.

Per la fotografia all’aperto conviene avere il paraluce nell’obiettivo, per evitare l’effetto ghost. Inoltre è sempre bene avere il treppiedi.

Se non si è un principiante e si possiede una reflex conviene abbandonare le funzioni automatiche e scattare in manuale. Tempi di esposizione e apertura del diaframma sono importanti e dipendono da cosa si vuole fotografare: per gli animali è meglio usare tempi ridotti e quindi aumentare l’apertura del diaframma. L’esposimetro che c’è in tutte le macchine dice se tempi e diaframma sono in equilibrio. Altrimenti usare l’impostazione T (il fotografo scegle il tempo e in automatico si fissa l’apertura). Se invece stiamo fotografando un paesaggio è meglio preferire tempi più lunghi e minore apertura del diaframma. Questo permette di avere maggiore risoluzione e minore sgranatura, riducendo inoltre la profondità di campo.

Un accorgimento tecnico e artistico da tenere presente in caso di foto panoramiche è la regola dei terzi. Leggiamo da wikipedia:

Dividendo l’immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti più dinamica (rispetto ad una composizione che pone il soggetto al suo centro), ma armonica al tempo stesso.

Regola dei terzi. Foto di Massimo Ghetti.

I momenti migliori per fotografare all’aperto sono quelli in cui la luce è più calda: alla mattina e ala sera. Per fotografare un bosco, però, sarà meglio andare in pieno giorno, quando il sole filtra tra le foglie degli alberi creando contrasti e giochi di luce.

Se ne avete occasione, sfruttate gli specchi d’acqua: pozze naturali, laghi… Possono essere utilizzati per fare scatti particolare giocando con i riflessi e l’effetto specchio. Una banale pozzanghera può diventare un bellissimo soggetto, ad esempio se in essa si cattura il cielo sovrastante, le nuvole, il sole, un uccello che passa, le fronde di un albero… In un lago il riflesso dello scenario di fondo, ad esempio i monti, possono essere davvero suggestivi.

Anche il “mondo in miniatura” può regalare immagini interessanti. Con un obiettivo macro è possibile fotografare piccoli insetti e dettagli molto suggestivi.

E ora qualche dettaglio tecnico: per scenari e paesaggi, serve un obiettivo grandangolare (da 18 a 25 mm). In alternativa, più pratico un’ottica variabilie standard (18-55 mm). Per gli animali è necessaria un’ottica lunga 200 o 300 mm, anche in questo caso uno zoom, tipo 70-300 è molto comodo. Per la macro, serva un obiettivo macro, con un rapporto di ingrandimento almeno 1:1, per esempio un 60mm o un 90mm fisso.

Se vi interessa fotografare animali vi proponiamo un breve tutorial per impararecome farlo al meglio.

Un ringraziamento doveroso va a Massimo Ghetti che ci ha aiutati a reperire tutte le informazioni utili per scrivere questo post.

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