Due ruote fatte a mano

 | 

Due ruote fatte a mano


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Ti fa stare bene, ti dà la possibilità di sentire, di parlare, di vedere il mondo da un’altra angolazione (Davide Cassani).

Odiata dagli automobilisti, amata dai sognatori, decantata da cantanti e ritratta dagli artisti, raccontata dagli scrittori, nuova, usata, rubata: la bicicletta è un mezzo senza tempo che in Emilia Romagna ha sempre trovato un nutrito pubblico di appassionati, sia in città che tra le strade polverose della Bassa, i sentieri dell’Appennino e, ovviamente, sul lungo mare. Non a caso, Ferrara è la città delle biciclette, a Bologna è il mezzo preferito da studenti e non solo, mentre il centro di Parma è da sempre costellato da biciclette di ogni colore e misura, meglio se dotata di cestino in cui riporre la spesa quotidiana.
La bicicletta in Emilia Romagna è da sempre immagine di libertà e indipendenza ed è quindi normale che sia divenuta presto l’emblema di un turismo diverso: da Rimini a Piacenza non mancano i percorsi di cicloturismo, gli itinerari e le possibilità di esplorare la regione pedalando.
Non manca nemmeno la possibilità di vedere realizzato il sogno di una bicicletta su misura: sono diversi gli artigiani che hanno deciso di proseguire un lavoro di bottega tra i più antichi d’Italia o di rilevare attività decennali la cui tradizione rischiava di andar perduta. Sono professionisti che hanno deciso di mettere cuore, impegno, passione e, soprattutto, mani nell’arte delle due ruote.

Cosa contraddistingue oggi una bicicletta artigianale?
Innanzitutto, la combinazione tra manualità, destrezza operaia, padronanza della tecnica, ricerca e innovazione: all’abilità umana, all’esperienza, alla maestria artigiana si deve infatti affiancare la tecnologia, sfruttando al meglio l’evoluzione dei materiali e dei macchinari per evitare difetti e imperfezioni e per tirare fuori il meglio dai tubi e dalle geometrie di un telaio.

Lavoro artigianale e bicicletta: un rapporto sempre vivo
Centinaia di chilometri tra città e provincia pensati, creati, piegati al piacere della bicicletta: pedalare è il modo migliore per visitare città e dintorni. Ma mentre la bicicletta oggi viene associata allo slow tourism, nel suo recente passato ha avuto un ruolo fondamentale: nella prima metà del Novecento, la bicicletta serviva ad artigiani come maniscalchi, arrotini, postini, barbieri, lattai e gelatai (al Museo Carpigiani sono esposti molti antichi modelli di carretti per il gelato) per spostarsi nel territorio e svolgere la propria attività direttamente a domicilio o nelle strade e piazze dei vari paesi e città.

Schermata 2016-06-14 alle 12.53.50

Foto di Italia Veloce all’edizione 2014 di the Tweed Run London Route.

Contatti di alcuni “biciclettai” artigianali:
Cicli MBM
Via Emilia Levante, 1671/73/75
Cesena (FC)

CICLAVIA
Via Valdossola 29/A
Bologna

ERMAN.BIKE
Via Papa Giovanni, 41
Modena

ITALIA VELOCE
P.le Cervi, 12
Parma

La bicicletta fa bene
Più si pedala intensamente e più si allunga l’aspettativa di vita, soprattutto perché si evitano malattie cardiache. Lo sostiene uno studio danese: per le donne, dai 2 ai 3 anni in più, e per gli uomini, dai 4 ai 5 anni. Inoltre, secondo un recente studio pubblicato dalla Commissione economica per l’Europa dell’Onu (Unece) e dall’Ufficio regionale Oms per l’Europa, se le maggiori città europee investissero nelle due ruote e quindi nel “trasporto verde e sano”, oltre 76.600 persone potrebbero trovare lavoro (nella vendita al dettaglio di biciclette, nella manutenzione, nella fornitura di abbigliamento e accessori per ciclisti).

 

 

Autore:

Nella vita mi piace mangiare focaccia, andare in bicicletta e collezionare magliette a righe bianche e blu. Ma soprattutto mi piace scrivere. E infatti qualcosa scrivo.

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *