Dicevano gli antichi che ogni luogo ha un proprio “spirito”, un carattere distintivo e specifico che lo descrive e definisce in mezzo a mille altri. Noi qua stiamo in una terra strana- frutto dell’incontro tra tante culture e tradizioni diverse- e alle volte ci troviamo con l’impressione che lo spiritus loci, la cifra distintiva, sia difficile o impossibile da trovare.
Ma alla fine è solo un’impressione. E per rendersene conto è sufficiente uscire per un secondo dallo sguardo ordinario e guardare la nostra regione con gli occhi degli altri, quelli di chi in Emilia Romagna ci viene per divertimento o per lavoro. Ne abbiamo avuto una nuova riprova proprio questa mattina. Eravamo in redazione, alle prese con la programmazione del lavoro per la settimana, quando alla nostra mail ha bussato Danielle, una blogger ed esperta di viaggi specializzata in web- reportage sull’Italia. Danielle ci segnalava un articolo scritto dopo un lungo e sorprendente viaggio dalle nostre parti.

La nostra ospite scopre i segreti del Prosciutto di Parma
Nel pezzo, intitolato “Emilia Romagna: Fast Cars and Slow Food” (“Macchine veloci e cibo lento”) la nostra ospite inquadra al meglio le specificità e in un certo senso lo “spirito” stesso della nostra terra. Parlando della lavorazione del Parmigiano Reggiano, ad esempio, racconta:
“Con la visita, il mio rispetto per la tradizione pluricentenaria associata alla lavorazione del Parmigiano Reggiano si è semplicemente quadruplicata. Ho visto coi miei occhi i responsabili caricare ettolitri di freschissimo latte locale nelle vasche, li ho visti seguire con cura la salita della temperatura fino alla temperatura di lavorazione e trasformare la materia grezza in Parmigiano”
E con altrettanto trasporto Danielle racconta delle altre visite compiute durante il tour (al Museo Ferrari, ad esempio, ed in altri stabilimenti di lavorazione di prodotti tipici) ma soprattutto documenta l’ospitalità e la liberalità con la quale è stata accolta dai cittadini emiliano- romagnoli, dal primo abboccamento fino all’ultimo pranzo prima del ritorno:
“I nostri ospiti ci hanno gentilmente intrattenuti con un pranzo leggero, innaffiato con il Lambrusco di produzione propria e poggiato su ricche porzioni di Prosicutto di Parma, Coppa, Parmigiano, pomodori secchi, peperoni arrostiti, funghi marinati, olive e pane fatto in casa. Dopodiché, sentendoci piacevolmente sazi, abbiamo preso un caffé e salutato la nostra guida, augurandoci di poter tornare in Emilia Romagna quanto prima!”








