Le Delizie Estensi: antiche residenze dal valore senza tempo

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Le Delizie Estensi: antiche residenze dal valore senza tempo


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“Le residenze dei Duchi d’Este nel Delta del Po illustrano in modo eccezionale il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale”.

Prendete gli orizzonti della pianura padana ferrarese e metteteci sopra, siepi, piante e splendide ville che ricreano le perfette prospettive rinascimentali, e avrete un quadro generale delle cosiddette Delizie Estensi, ville di campagna edificate dai Duchi Estensi proprio nelle aree della bonifica delle paludi del Delta del Po.

Grandiosi progetti di trasformazione del paesaggio e che dovevano riflettere la grandezza e il buon governo dei Duchi grazie alla realizzazione di borghi, strade e canali di scolo delle acque. I nodi amministrativi di questa grandiosa opera furono rappresentati dalle Delizie: case di svago e di tornei per i Duchi , ma anche e soprattutto centri di governo decentrati deputati al controllo, mantenimento e alla bonifica del territorio del Delta.
Nel 2000 anche l’UNESCO si è accorto di questa straordinaria opera degli Estensi, attribuendo alle Delizie il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità proprio perché  “illustrano in modo eccezionale l’influenza della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale”.

Mappa delle delizie Estensi

Le Delizie Estensi, almeno nella loro conformazione originaria erano 8: il Palazzo Schifanoia di Ferrara, il Castello Estense della Mesola, la Villa della Mensa di Copparo, la Delizia del Belrigurado a Voghiera, la Delizia del Verginese a Gambulaga di Portomaggiore, la Delizia del Benvignate di Argenta, la Delizia Diamantina a Vigarano e il Palazzo Pio di Tresigallo.

Oggi solamente alcune di queste Residenze ducali sono ancora visitabili e saranno proprio quelle che vi racconteremo, partendo dal presupposto che questa grandiosa rete di edifici amministrativi, e insieme di svago, rappresenta ancora una delle opere di trasformazione del paesaggio naturale dell’intera Italia.

Castello di Mesola 

Delizie Estensi

Mesola | Foto di Luca Zampini

Orari di visita: da aprile a ottobre, dal martedì alla domenica compresa 9.30-12.30 / 15.00-18.00
Giorni di chiusura: lunedì
Ticket: 4€; ridotto 2,50€ (over 65, fino a 18 anni, gruppi min. 15 persone)

Quattro imponenti torri, mura merlate e grandi finestre, ecco un castello a metà tra una fortezza e una dimora di caccia, protetta da nove miglia di cinta murarie e circondata dal bosco di caccia dei Duchi. Ecco in breve il bellissimo Castello della Mesola, punto di partenza di molte delle gita lungo l’omonimo bosco. Baluardo contro i Veneziani, il castello di Mesola fu costruito a partire dalla metà del 1500 e doveva avere funzione lungo le rotte del mare Adriatico e del fiume Po. Purtroppo il Duca Alfonso II, che fece costruire il castello, non lasciò eredi e i territori estensi dovettero tornare sotto il potere della Stato Pontificio. Oggi il Castello ospita il Museo del Bosco e dei Cervi della Mesola ed è ancora un silenzioso gigante vigile sulla natura che lo circonda.

Delizia del Belriguardo

Delizie Estensi

Delizia del Belriguardo | Foto di Paolo Benetti

Orari di visita: venerdì, sabato e domenica 9.30-12.00 / 15.30-19.00
Ticket: 5€; ridotto 2€ (disabili, scolaresche, studenti, fino a 18anni, insegnanti, giornalisti)

Tra le più sontuose residenze estensi, la delizia del Belrigurado sorse per volere di Niccolò d’Este nel 1435 e fu la prima ed essere costruita fuori dalle mura di Ferrara. Concepita come reggia estiva, nella sua conformazione originaria comprendeva decine di saloni affrescati dai maggiori artisti del tempo, oltre a circa 30 ettari di giardini all’italiana che le resero il soprannome di Versailles Italiana (oggi ancora percettibili nelle loro geometrie solamente dall’alto). Nel tempo ospitò personaggi del calibro di Ludovico il Moro, il principe Vincenzo Gonzaga e Papa Clemente VIII, Torquato Tasso e Ludovico Ariosto. Dell’antico sfarzo del Belriguardo oggi rimane ben poco: dopo il trasferimento degli Este a Modena e Reggio infatti la reggia fu utilizzata per ricavarne abitazioni e i suoi grandi saloni divennero stalle per il ricovero degli animali.

Delizia del Verginese

Delizie Estensi

Delizia del Verginese | Foto di Vanni Lazzari

Orari di visita: da aprile a ottobre, sabato domenica e festivi 10.00-12.30 / 15.30-19.00. La domenica alle 11 e alle 16.30 visita guidata gratuita compresa nel biglietto d’ingresso
Ticket: 3€; ridotto 2€ (bambini tra i 6 ed i 12 anni, over 65)

Originariamente costruito come casale di Campagna, il Verginese fu trasformato in residenza ducale nel primo cinquecento dal duca Alfonso I d’Este e donato a Laura Eustochia Dianti, amante del Duca dopo la morte della moglie Lucrezia Borgia. È  la più particolare delle Delizie e qui tutto richiama l’antico sentimento del Duca verso la sua amata, la forma, le merlature delle torri ed il giardino, denominato Brolo, che è stato ricostruito come doveva essere e secondo i principi del Rinascimento, dove fiori ed alberi da frutto compongono una unità di diletto ed utilità nella produzione di frutti.

Palazzo Schifanoia 

Delizie Estensi

Palazzo Schifanoia | Foto di Massimo Baraldi

Orari di visita: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18
Giorno di chiusura: lunedì
Ticket: 3€; ridotto 2€ (gruppi 15 pers., oltre 65 anni). Ingresso gratuito per possessori di MYFECARD

Questo palazzo di Ferrara, risale al 1385 ed è sede di un museo. Il nome significa letteralmente “che schiva la noia”, e difatti il palazzo –  commissionato da Alberto V d’Este nel 1385 – fu pensato come un piccolo luogo di ristoro, in cui consumare pasti e dedicarsi all’ozio in una delle zone verdi dell’antica Ferrara nei pressi del corso del fiume Po.  Le decorazioni interne, tra cui il famoso Salone di Mesi, sono oggi considerati dagli esperti come una delle pagine più alte del Rinascimento italiano. Dal 1898 ospita le collezioni dei Musei civici di Arte Antica.

Delizia di Benvignante 

Delizie Estensi

Delizia del Benvignante | Foto di Zappaterra

Orari di apertura: la delizia è visitabile solamente dall’esterno

Costruita nel 1464 su volere di Borso d’Este, la dimora fu a disposizione dell’Accademia dei Filareti. Pur rientrando nella tipologia delle ville di campagna, ricoprì una non secondaria funzione difensiva e di rappresentanza politica del potere estense.

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