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	<title>Travel Emilia RomagnaTurismoEmiliaRomagna | Travel Emilia Romagna</title>
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		<title>[Parlami di tER #30] La Nove Colli</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 05:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; È ancora buio quando esco dall’hotel e pedalando lentamente mi avvio verso la partenza. Cesenatico ancora dorme. Dagli hotel si vedono uscire i ciclisti con le loro “macchine da corsa” tirate a lucido. C’è un’atmosfera particolare nel cielo, che ora è colorato dalle prime luci dell’alba, si sente che c’è qualcosa d’importante che sta per partire: la Granfondo Internazionale di Cesenatico Fausto Coppi, detta anche Nove Colli, con 13000 partecipanti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Alla partenza. Un elicottero si aggira nel cielo sopra di noi e si sente un gran vociare. Sono nella griglia bianca, composta dai corridori che nell’ultima edizione hanno terminato la corsa al di sotto delle 8 ore e 30 minuti, in mezzo a tanti ciclisti con la tenuta della loro squadra. Di tanto in tanto però, si possono intravedere dei ciclisti con una tenuta “neutrale”, come me, etichettati come turisti e che riescono a spiaccicare giusto qualche parola in italiano. La musica che esce ad alto volume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;<br />
È ancora buio quando esco dall’hotel e pedalando lentamente mi avvio verso la partenza. Cesenatico ancora dorme. Dagli hotel si vedono uscire i ciclisti con le loro “macchine da corsa” tirate a lucido. C’è un’atmosfera particolare nel cielo, che ora è colorato dalle prime luci dell’alba, si sente che c’è qualcosa d’importante che sta per partire: la Granfondo Internazionale di Cesenatico Fausto Coppi, detta anche Nove Colli, con 13000 partecipanti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/alba-cesenatico/" rel="attachment wp-att-11110"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/alba-cesenatico.jpg" alt="" title="alba-cesenatico" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11110" /></a></p>
<p>Alla partenza.<br />
Un elicottero si aggira nel cielo sopra di noi e si sente un gran vociare. Sono nella griglia bianca, composta dai corridori che nell’ultima edizione hanno terminato la corsa al di sotto delle 8 ore e 30 minuti, in mezzo a tanti ciclisti con la tenuta della loro squadra. Di tanto in tanto però, si possono intravedere dei ciclisti con una tenuta “neutrale”, come me, etichettati come turisti e che riescono a spiaccicare giusto qualche parola in italiano. La musica che esce ad alto volume dagli altoparlanti è ora interrotta dal countdown e la tensione sale.<br />
Ancora un minuto. Un ultimo sorso dalla borraccia, in sella e via, si parte, lungo il magnifico porto canale di Leonardo da Vinci con i suoi pescherecci antichi. Il ritmo è ancora calmo e le pedalate sono dolci, ma appena si passa la linea di partenza sotto l’Adriatica inizia la gara vera.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/start-nove-colli/" rel="attachment wp-att-11113"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/start-nove-colli.jpg" alt="" title="start-nove-colli" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11113" /></a></p>
<p>Mi sono promesso di non partire subito a mille, preso dalla foga, ma di trovare un gruppetto che arrivasse fino alla prima salita ad un ritmo moderato, in modo da poter avere ancora energie per affrontare quelle restanti. Questo però non è possibile, dato che tutti i corridori partono a razzo, come se la gara fosse lunga solo 10 km. Alla mia destra e alla mia sinistra sembrano passare dei fulmini, nonostante il mio tachimetro segnasse i 45 km/h e la strada non fosse neanche in discesa. Si vede che ognuno vuole stare in testa al gruppo. Dato che immaginavo che alla prima rotonda ci sarebbe stata una frenata generale, ho tenuto il mio ritmo cercando di pedalare sul bordo destro della strada. Dallo scorso anno ho imparato che molti di quelli che vedo ora sicuramente li rincontrerò nelle prime salite, superandoli e lasciandoli molto, molto indietro. Nelle alpi, dove vado spesso in bici, i monti sono un po’ più alti e le salite un po’ più ripide.</p>
<p>Prendere parte a una corsa così piena di gente sarebbe inimmaginabile in Germania. Qui in Emilia Romagna ogni ciclista, abituale o saltuario che sia, sa come ci si deve comportare durante un evento come questo. Anche se la velocità è elevata, l’atmosfera che si respira è quella tipica italiana e il vociare nel gruppo è ancora tanto. A bordo strada, nonostante l’ora, ci sono già tante persone che gridano e incoraggiano i corridori. Mi godo l’atmosfera di questa giornata che è ancora solamente agli inizi, e affascinato guardo il panorama che si apre davanti ai miei occhi.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/robert-nove-colli/" rel="attachment wp-att-11114"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/robert-nove-colli.jpg" alt="" title="robert-nove-colli" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11114" /></a></p>
<p>Sono euforico e pieno di adrenalina, il tempo passa così velocemente che neanche mi accorgo di aver raggiunto già  il primo punto di ristoro. A dire la verità non sento il bisogno di fermarmi, ma dall’anno scorso ho anche imparato che è più importante fermarsi a provare le leccornie che vengono offerte  in questi stand, piuttosto che arrivare al traguardo 5 minuti prima. I punti di ristoro sono una delle cose più caratteristiche della Nove Colli. Vi si può trovare tutto quello che l’Italia ha da offrire a livello gastronomico. Pizzette, torte e ciambelle fatte in casa, panini al prosciutto o alla mortadella, frutta, parmigiano reggiano e un buonissimo caffè. In una delle salite c’è pure uno stand con un grill, dove vengono offerti ai corridori salsicce e bistecche.  Qui si ha anche la possibilità di bere del buon vino rosso, da quanto ho sentito dire…</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/grigliata-nove-colli-49/" rel="attachment wp-att-11128"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/grigliata-nove-colli.49.jpg" alt="" title="grigliata - Foto di www.novecolli.it" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11128" /></a></p>
<p>Alla terza salita sarebbe inimmaginabile per me rimettermi in sella dopo aver consumato una “merenda” del genere e quindi ho lasciato stare la sosta, anche perché la quarta salita è quella del Passo del Barbotto. Lunga 4,5 km e con una pendenza del 18%, questa salita è uno dei pezzi forti del percorso dopo circa 90 km. Qui si trova anche la maggior parte degli spettatori che incitano i ciclisti come se fossero al Giro d’Italia o al Tour de France. Al termine di questa impegnativa salita sul mio “CV del Barbotto” ci saranno scritti 24 minuti e 40 secondi. Arrivati in cima alla salita l’entusiasmo degli spettatori è così grande che ad ogni ciclista sembra di essere acclamato e osannato come il vincitore della gara. Invece mi aspettano ancora 110 km.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/altimetria_nove_colli_/" rel="attachment wp-att-11125"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/altimetria_nove_colli_.jpg" alt="" title="altimetria nove colli" width="600" height="347" class="aligncenter size-full wp-image-11125" /></a></p>
<p>Verso mezzogiorno la temperatura sale e la borraccia si svuota sempre più velocemente. Ma non c’è bisogno di avere grandi scorte con sé, dato che lungo il percorso si incontrano persone che ti aspettano con il tubo dell’acqua del loro giardino in mano per riempirti la borraccia. E qui in collina l’acqua ha un sapore veramente buono, molto di più di certe acque in bottiglia. Il gruppo intanto è diventato più silenzioso. I discorsi ora si compongono solo di qualche parola o accenno. Del tran tran inziale ora non si sente più niente, ma ognuno è contento e si gode la gara.</p>
<p>Non voglio passare per quello che pensa solamente al cibo, ma il mio punto di ristoro preferito è quello che si trova in piazza a Perticara. Qui non solo il cibo è ottimo, ma la vista è mozzafiato.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/merenda-nove-colli/" rel="attachment wp-att-11129"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/merenda-nove-colli.jpg" alt="" title="merenda - Foto di www.novecolli.it" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11129" /></a></p>
<p>Sì, il paesaggio. Anche se le gambe dopo ogni collina sono sempre più pesanti, non vedi l’ora di arrivare alla prossima curva per ammirare il paesaggio che ti aspetta.</p>
<p>Collina dopo collina si va avanti. Un altro dei luoghi più interessanti sia dal punto di vista paesaggistico che da quello della gara è San Leo. Una vista eccezionale e la lunga discesa che ti aspetta, fanno dimenticare in fretta le fatiche patite durante le salite.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/paesaggio-nove-colli/" rel="attachment wp-att-11130"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/paesaggio-nove-colli.jpg" alt="" title="paesaggio - Foto di www.novecolli.it" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11130" /></a></p>
<p>Dopo 170 km il percorso è per la maggior parte in discesa e in lontananza si vede il grattacielo di Cesenatico, dove si trova l’arrivo della corsa. Ora bisogna trovare solo un gruppetto che mi tiri per gli ultimi 30 km. Poi eccolo lì, l’arrivo, pieno di spettatori che ti fanno sentire come il vincitore della gara. Anch’io mi sento così. Ho pedalato per 8 ore e 3 minuti. Sono stato quasi mezz’ora più veloce rispetto all’anno passato.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-30-la-nove-colli/arrivo-nove-colli/" rel="attachment wp-att-11131"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/arrivo-nove-colli.jpg" alt="" title="arrivo - Foto di www.novecolli.it" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-11131" /></a></p>
<p>Ora però è l’ora del pasta party e della più che meritata birra alla spina. E come l’anno scorso posso constatare che dopo 8 ore in sella non ho nessun appetito. Non ci posso credere, mi sono riempito nei punti ristoro lungo il tragitto e devo lasciar stare questo gustosissimo piatto di pasta all’arrivo. Ma fa lo stesso. Mi godo ancora per un po’ l’atmosfera dell’arrivo e poi via in spiaggia, per rilassarmi nell’acqua del mare sotto al sole, anche perché per la sera è già stato riservato un tavolo in pizzeria per festeggiare insieme ai miei parenti il risultato della corsa. – Bella Italia</p>
<p>E quando da noi in Germania a novembre c’era un clima freddo e nebbioso, mi sono subito iscritto, il giorno dopo l’apertura del portale, di nuovo alla gara. Ora durante questi freddi giorni di preparazione posso già sognare della Nove Colli che verrà.</p>
<p>&#8212;<br />
Robert Eisch da oltre vent&#8217;anni trascorre le sue vacanze in Emilia Romagna. Ha scoperto questa regione verso la fine degli anni &#8217;70, quando con i genitori e i fratelli passava le sue estati a San Mauro Mare. L&#8217;Emilia Romagna &#8211; dice &#8211; gli è rimasta nel cuore. L&#8217;edizione del 2012 sarà la sua 3° Nove Colli a cui prenderà parte.</p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca si trova qui: <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-6-la-nove-colli/">Die Nove Colli</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #29] L&#8217;Emilia Romagna e i suoi Lidi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 05:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; A poche ore di macchina dalla Germania e a pochi passi dal lago di Garda si trovano i Lidi dell’Emilia Romagna. La meta più conosciuta è sicuramente Rimini, luogo di culto dei decenni passati, conosciuto in Germania anche come il “Teutonengrill” (la griglia dei teutoni). Spiaggia e destinazione turistica da sogno negli anni del miracolo economico, oggi è divenuta per lo più una meta secondaria, il che è un peccato, dato che Rimini conserva tutt’oggi il suo fascino. La mia meta preferita, tuttavia, si trova nel ravennate, lungo la costa, nei così detti “Lidi”, e nell’entroterra. Nelle dolci colline ai piedi dell’Appennino si trova l’Italia di una volta, con numerosi piccoli borghi medioevali, chiese antiche, trattorie e una natura fantastica. Ravenna, a soli 15 minuti dal mare, si può definire come un concentrato di monumenti storici, cultura e flair italiano. La città, grazie anche alle sue ampie aree pedonali, permette di andare ogni giorno alla scoperta dei suoi tesori. Anche i lidi ravennati offrono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;<br />
A poche ore di macchina dalla Germania e a pochi passi dal lago di Garda si trovano i Lidi dell’Emilia Romagna. La meta più conosciuta è sicuramente Rimini, luogo di culto dei decenni passati, conosciuto in Germania anche come il “Teutonengrill” (la griglia dei teutoni). Spiaggia e destinazione turistica da sogno negli anni del miracolo economico, oggi è divenuta per lo più una meta secondaria, il che è un peccato, dato che Rimini conserva tutt’oggi  il suo fascino. La mia meta preferita, tuttavia, si trova nel ravennate, lungo la costa, nei così detti “Lidi”, e nell’entroterra. Nelle dolci colline ai piedi dell’Appennino si trova l’Italia di una volta, con numerosi piccoli borghi medioevali, chiese antiche, trattorie e una natura fantastica. Ravenna, a soli 15 minuti dal mare, si può definire come un concentrato di monumenti storici, cultura e flair italiano. La città, grazie anche alle sue ampie aree pedonali, permette di andare ogni giorno alla scoperta dei suoi tesori. Anche i lidi ravennati offrono diverse sfaccettature: dalla mondana Milano Marittima, passando per alcuni centri abitati tutto l’anno, fino alla classica località estiva. Il tutto in un’atmosfera piacevole, tranquilla e tipicamente italiana.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-29-lemilia-romagna-e-i-suoi-lidi/cervia-foto-skiwalker79/" rel="attachment wp-att-11039"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/cervia-foto-@skiwalker79-300x200.jpg" alt="" title="cervia-foto-@skiwalker79" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-11039" /></a></p>
<p>Di seguito vorrei accompagnarvi alla scoperta di alcune località costiere, in una delle quali abito io ☺ Iniziamo il nostro viaggio a Cervia. Quest’antica cittadina di mare è abitata per tutto l’anno e nei secoli è cresciuta sempre di più. Le piccole vie del centro storico e il suo pittoresco molo infondono un che di pace e serenità. Qui è tutto un po’ più calmo, tranquillo e antico. Il lungomare è puntellato da tanti piccoli ristoranti di pesce, nei quali viene servito pesce fresco acquistato dal mercato locale. Le infrastrutture sono moderne, le spiagge ampie, Italia allo stato puro. Lasciamo Cervia e ci spostiamo di poco verso nord in quel di Milano Marittima, una delle località più mondane della Riviera. Qui è “showtime”, per dirla all’americana, e la parola “Milano” nel nome è tutta un programma. Ogni marchio di lusso qui ha una boutique, i ristoranti sono signorili e cari, i bar stra-frequentati e cool, le spiagge presentano ogni giorno nuove mode, e alla sera diventano la cornice ideale per una cena lussuosa di pesce. Il posto più frequentato è sicuramente la rotonda, situata nel cuore di Milano Marittima,  dove dal tardo pomeriggio in poi,  comodamente seduti sui divanetti fashion del bar (caffè a 2,50 €) si può osservare la sfilata delle auto di lusso. Villa o appartamento, qui tutto ha un prezzo esorbitante. Un po’ più in su si trova Lido di Savio, un piccolo paesino sul mare. Per lo più frequentato d’estate dagli italiani, mentre d’inverno se ne va in letargo. A livello di prezzi, data la vicinanza, si nota ancora l’influenza di Milano Marittima. Lo stesso vale anche per Lido di Classe, che si raggiunge attraversando un ponticello. Come Lido di Savio, anche Lido di Classe si popola, con i suoi alberghi e le sue piccole villette, durante la stagione estiva. La spiaggia è facilmente raggiungibile dagli ampi marciapiedi che si trovano lungo ad essa. È il luogo ideale per le famiglie con bambini. Avviamoci ora verso la prossima località. Questa volta ci vuole un po’ più di tempo per raggiungerla, dato che dopo Lido di Classe c’è il nulla! Per 12 Km, tra sabbia e pinete, si estende una zona protetta, vero e proprio paradiso per gli amanti della corsa a piedi o in bici.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-29-lemilia-romagna-e-i-suoi-lidi/lido-di-classe-foto-rainbowbreeze/" rel="attachment wp-att-11042"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/lido-di-classe-foto-@rainbowbreeze-300x223.jpg" alt="" title="lido-di-classe-foto-@rainbowbreeze" width="300" height="223" class="aligncenter size-medium wp-image-11042" /></a></p>
<p>In macchina bisogna aggirare il parco per poter, dopo circa 20 minuti, arrivare a Lido di Dante. Lido di Dante è molto piccolo e senza hotel. Vi si trovano solamente un campeggio e tante incantevoli villette. Che cosa rende Lido di Dante interessante? É la vicinanza che essa ha al parco (area protetta) con la sua lunga spiaggia deserta. Nel 2003 questa spiaggia è stata dichiarata da Legambiente una delle undici spiagge più belle d’Italia. In questa spiaggia libera non vi sono infrastrutture, bar o chioschetti. Quindi, se vi si vuole passare la giornata al mare, bisogna portare con sé una borsa frigo capiente. E, cosa rara in Italia, questa è una delle poche spiagge dove si può prendere il sole “come mamma ci ha fatti”. Il viaggio continua, e la prossima località che si incontra è Lido Adriano. A me piace questo posto, anche se qua e là si incappa in qualche abuso di cementificazione dei decenni passati. Inoltre, ha tutti i negozi di cui si ha bisogno (pure un Lidl), belle spiagge e molti tipi di immobili: dall’appartamento vista mare alla villetta con giardino. Dato che la località si espande lungo la costa, quasi ogni abitazione garantisce un facile accesso alla spiaggia. In più, qui si trova il mio locale preferito, dove vengo sempre quando torno a casa: un ristorantino sulla spiaggia, e con sulla spiaggia intendo veramente sulla spiaggia. Guardando dalla finestra sembra quasi di trovarsi veramente in mezzo al mare, e il cibo è ottimo e soprattutto a buon prezzo.</p>
<p><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-29-lemilia-romagna-e-i-suoi-lidi/at-the-gates-of-dawn-methad/" rel="attachment wp-att-11045"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/at-the-gates-of-dawn-@methad-198x300.jpg" alt="" title="at-the-gates-of-dawn-@methad" width="198" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-11045" /></a>A poca distanza si raggiunge Punta Marina Terme. Abitata per tutto l’anno, questa località offre un centro termale, diversi ristoranti, bar e negozi. Qui non si trovano grandi “ammassi” di hotel. Guidare o passeggiare sul lungomare è veramente fantastico. Per molti chilometri da una parte si trova la spiaggia e dall’altra la pineta. Di tanto in tanto si può intravedere qualche villetta nascosta, dalla quale la notte si possono sentire i rumori del mare. Dopo aver guidato per un po’ su questa strada, si raggiunge Marina di Ravenna. Come si può capire dal nome, può essere definita il porto di Ravenna. Negli ultimi anni si è concessa qualche ritocco a livello d’immagine, e ora vi si trova uno dei porti turistici più importanti dell’Adriatico. È piacevole ammirare tutti questi grandi Yacht. L’area pedonale è lunga e offre negozi, ristoranti e bar. Il carattere marittimo qui si può veramente sentire sulla pelle. È abitata per tutto l’anno e dispone delle migliori infrastrutture. Tuttavia, i ristoranti qui tornano ad essere un po’ cari, rispetto a quelli citati prima. Per raggiungere la prossima meta bisogna attraversare il porto canale con il traghetto (la traversata dura poco meno di 2 minuti). Si giunge quindi a Porto Corsini, davvero un bel nome per una città, peccato che non c’è più che una casa e una chiesa. Non si fa in tempo a scendere dal traghetto che già s’intravede il cartello di Marina Romea. Marina Romea si trova in mezzo ad una pineta, e nonostante i colori grigi dell’inverno, il verde dei pini è una manna dal cielo per gli occhi e per l’animo. Questo luogo in inverno si addormenta, rimangono aperti solamente un ristorante e un bar.</p>
<p>La prossima fermata è Casal Borsetti, un piccolo paese di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato, con un porticciolo e un ristorantino di pesce. Niente di più e niente di meno. Anche qui vi si trova uno dei miei ristoranti di pesce preferiti (naturalmente vista mare). Dopo Casal Borsetti s’incontrano ancora tanti chilometri di spiaggia libera, il delta del fiume e le strade che portano verso l’entroterra. Qui termina il nostro viaggio lungo questo pezzo di costa, ma anche l’entroterra merita più che una visita: un luogo dove si può trovare l’Italia vera e pura, che sia in un caffè in piazza che in una trattoria tipica.<br />
Cari Saluti<br />
Chiara</p>
<p>&#8212;<br />
Chiara: cresciuta nelle campagne ravennati, oggi vive in uno di questi piccoli paesi descritti nel post. Lavora come geometra e restauratrice di antiche rovine in Emilia Romagna. Per un progetto di lavoro si trova dall&#8217;ottobre del 2010 a Monaco di Baviera, dove si occupa del servizio clienti della società per cui lavora.<br />
Ha anche un blog <a href="http://ladyitaly.wordpress.com/"title="ladyitaly.wordpress.com">http://ladyitaly.wordpress.com/</a> just an italian girl far from home.<br />
Su twitter <a href="https://twitter.com/iladyi" title="@ILADYI">@ILADYI</a></p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca si trova qui: <a href="my-emilia-romagna-5-emilia-romagna-and-its-lidi">&#8220;Die Emilia Romagna und ihre „Lidi“</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #28] Lo stradario</title>
		<link>http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-28-lo-stradario/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Arata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Anni prima del Tutto Città e anni luce prima di Google Maps e del TomTom eccetera, per orientarsi a Forlì c&#8217;era solo lo Stradario. Era un librino grande più o meno come il Vangelo e a casa mia ispirava la stessa devozione. “Babbo, ho la partita di pallavolo in via Tertullia Rubria”. “Portami lo Stradario”. Sfogliava avanti e indietro poi decretava: “E&#8217; a Romiti”, e tirava fuori la Ritmo dal garage. Lo Stradario era l&#8217;esatta antitesi dell&#8217;efficienza geosatellitare moderna. Riportava tutti i nomi delle vie di Forlì in ordine alfabetico, e in base a codici alfanumerici complicatissimi ti spiegava dove si trovavano. Ad esempio via Antonio Carini era la III a s. da v. Ribolle dopo il n. 33. Se non sapevi qual era v. Ribolle dovevi cercare anche quella, decriptare che era la X a s. da viale dell&#8217;Appennino e dopo il n. 309 a viale Risorgimento IV a d. e dopo il n. 158, e così via. Se ancora oggi le città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Anni prima del Tutto Città e anni luce prima di Google Maps e del TomTom eccetera, per orientarsi a Forlì c&#8217;era solo lo Stradario. Era un librino grande più o meno come il Vangelo e a casa mia ispirava la stessa devozione. “Babbo, ho la partita di pallavolo in via Tertullia Rubria”. “Portami lo Stradario”. Sfogliava avanti e indietro poi decretava: “E&#8217; a Romiti”, e tirava fuori la Ritmo dal garage.<br />
<a href="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/stradario.jpg"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/stradario-212x300.jpg" alt="Lo stradario di Forlì" title="Lo stradario di Forlì" width="212" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-10336" /></a>Lo Stradario era l&#8217;esatta antitesi dell&#8217;efficienza geosatellitare moderna. Riportava tutti i nomi delle vie di Forlì in ordine alfabetico, e in base a codici alfanumerici complicatissimi ti spiegava dove si trovavano. Ad esempio via Antonio Carini era la III a s. da v. Ribolle dopo il n. 33. Se non sapevi qual era v. Ribolle dovevi cercare anche quella, decriptare che era la X a s. da viale dell&#8217;Appennino e dopo il n. 309 a viale Risorgimento IV a d. e dopo il n. 158, e così via. Se ancora oggi le città mi appaiono come concetti astratti e aleatori, è perché ho imparato a conoscerle in quel modo.<br />
Lo Stradario, inoltre, spiegava perché ogni via si chiamava così e chi era quello che le aveva dato il nome. Nella realtà concreta di uno che parte da un posto e deve arrivare in un altro questa è una cosa completamente inutile e anzi fuorviante, d&#8217;accordo, però c&#8217;era dietro un significato di profondità oceanica. I nomi sono importanti, perché dietro a ogni nome c&#8217;è una storia. E dare un senso ai nomi significava dare voce alle strade e alle piazze. Alla città.<br />
Fu grazie allo Stradario, ad esempio, che scoprii di abitare nella zona degli antifascisti morti ammazzati durante il ventennio. Fra i giardini tristi e le case popolari del mio quartiere si celava un florilegio di nomi e fatti epici. Stavo in via Sergio Tavernari, un partigiano forlivese che durante la guerra aveva organizzato una radio clandestina. Sorpreso mentre trasmetteva preziose informazioni rifiutava la resa e, barricatosi in casa, accettava combattimento contro soverchianti forze di SS tedesche. Esaurite le munizioni, al grido di “Viva l’Italia” si lanciava nel vuoto immolando nell’eroico gesto la giovane vita.<br />
Per dire.<br />
Quando avevo dodici o tredici anni una tizia che stava in via Marzabotto mi invitò al suo compleanno. C&#8217;era anche il ragazzino che mi piaceva, e andare era questione di vita o di morte. “Vai a piedi, è vicino”, dissero i miei che la domenica pomeriggio andavano a ballare col pullman di Renzo e Luana. “Prendi lo Stradario, è impossibile perdersi”.<br />
Presi lo Stradario e mi avviai. Voltai la II a s. che era via Silvio Corbari, comandante partigiano dell&#8217;omonimo battaglione. Le sue temerarie imprese ai danni delle forze occupanti gli valsero la stima il sostegno della popolazione locale e scatenarono l&#8217;ira della Repubblica di Salò. Fu sorpreso a Ca&#8217; Cornio di Modigliana insieme a Iris Versari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli. Dopo un violento combattimento fu catturato e quindi impiccato assieme ai compagni a Castrocaro il 17 agosto 1944. Il 18 agosto furono appesi a Forlì ai lampioni di Piazza Saffi. Perché impiccati due volte?, mi chiesi. Perché il concetto fosse ben chiaro. Perché tutti capissero che cosa succedeva ai ribelli. Quelli della banda Corbari non lo sapevano che sarebbe finita così? Certo che sì, ma allora non potevi non scegliere. E loro scelsero questo.<br />
La III a d. era via Iris Versari, eroina partigiana di Tredozio, compagna di Silvio Corbari. In seguito a un rastrellamento tedesco a Ca’ Cornio di Modigliana, ferita si suicidò per permettere la fuga a Corbari. E Corbari fuggì? Arrivai in via Adriano Casadei. Universitario di fede repubblicana, fece parte della banda Corbari come vice comandante. Durante un&#8217;azione in frazione Ca&#8217; Cornio di Modigliana cercò di portare in salvo il Corbari ferito ma, catturato dai tedeschi, fu impiccato a Castrocaro 17 agosto 1944 e poi di nuovo a Forlì.<br />
Non devo perdermi, mi dissi distrattamente. E iniziai a immaginarmi come doveva essere andata quel giorno a Ca&#8217; Cornio.<br />
Il 17 agosto 1944 è una giornata nuvolosa. A Ca&#8217; Cornio c&#8217;è stata una soffiata, i tedeschi circondano il rifugio. Bisogna scappare, ma Iris il giorno prima si è ferita a una gamba pulendo il suo sten. Corbari non la abbandonerà mai e lei lo sa, allora si spara un colpo di pistola perché lui possa fuggire. È una questione di scelte, e forse non è questa la più dolorosa che ha dovuto prendere negli ultimi anni. Corbari è disperato, è sconvolto ma scappa, si butta dalla finestra sparando e corre nel bosco, verso il fiume. Sull&#8217;argine cade e si fa male e Casadei, che è la mente della banda Corbari e il migliore amico di Silvio, Casadei è lontano, ormai in salvo, ma torna indietro e se lo carica in spalla. “Tci matt? Salvati almeno te”. “Ma non dire pataccate”.<br />
Li catturano subito, li caricano su un carro col cadavere di Iris. Passano per i villaggi e bussano alle porte, chiamano fuori la gente per far vedere a tutti che hanno preso Corbari. Quando arrivano a Castrocaro solo Casadei è cosciente. Si mette il cappio da solo, ma quando i nazisti tirano la corda si spezza. “A sì merz neca in t&#8217;al cordi”, dice, poi se ne lega attorno al collo un&#8217;altra. È così che dev&#8217;essere andata.<br />
Persi la strada e ogni minima residua parvenza di orientamento. Attraversai via Claudio Treves, via Gian Raniero Paulucci Ginnasi, via Mario Angeloni e ognuno aveva la sua storia eroica e struggente da raccontare. Quando arrivai in via Marzabotto la festa era quasi finita e il tipo che mi piaceva stava giocando a un videogame. “Come funziona?”, gli chiesi. “Tu sei gli americani e devi ammazzare i nazisti.” “E come si chiamano gli americani?” “Ma sei scema? Che te ne frega di come si chiamano? Devi sparare e basta.”<br />
“Me ne frega perché i nomi sono importanti, idiota. E perché dietro a ogni nome c&#8217;è una storia.” Pensai questo, ma non glielo dissi. Era stato un pomeriggio strepitoso.</p>
<p>Oggi tutto è diverso. La voce sexy del navigatore ti dice svoltare a destra svoltare a sinistra e in cinque minuti arrivi dove devi arrivare. Silvio Corbari è solo un cartello, una via come un&#8217;altra dove adesso c&#8217;è un centro commerciale, e dove bestemmi se ti accorgi di un senso unico che il navigatore non ti ha segnalato.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Nicoletta Verna</strong> è editor di libri per la scuola e insegna Tecniche della comunicazione. Vive a Firenze, ma valica molto spesso e volentieri il passo del Muraglione.</p>
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		<title>[Parlami di tER #27] Aspettando Pantani</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 07:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Arata</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parlami di tER]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Corno alle Scale. Sta arrivando il Giro. E tutti- la strada i tifosi la natura- ristanno in attesa del Campione, che non arriverà più. Un tributo a Marco Pantani girato pochi mesi dopo la sua scomparsa. &#8212; Adriano Sforzi, erede di un&#8217;antica famiglia circense, ha girato l&#8217;Italia con il Luna Park sino ai 15 anni. Dal 2001 frequenta &#8220;la bottega&#8221; IpotesiCinema di Ermanno Olmi. Nel 2010 il suo Jody delle giostre ha vinto il Premio David di Donatello come miglior cortometraggio. Attualmente sta lavorando al lungometraggio d&#8217;esordio &#8220;Tarzan Soraia&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://travelemiliaromagna.it-parlami-di-ter">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Corno alle Scale. Sta arrivando il Giro. E tutti- la strada i tifosi la natura- ristanno in attesa del Campione, che non arriverà più. Un tributo a Marco Pantani girato pochi mesi dopo la sua scomparsa. </p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/n_gxjCt9ZsM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Adriano Sforzi</strong>, erede di un&#8217;antica famiglia circense, ha girato l&#8217;Italia con il Luna Park sino ai 15 anni. Dal 2001 frequenta &#8220;la bottega&#8221; IpotesiCinema di Ermanno Olmi. Nel 2010 il suo<a href="http://www.jodydellegiostre.com/"> Jody delle giostre</a> ha vinto il Premio David di Donatello come miglior cortometraggio. Attualmente sta lavorando al lungometraggio d&#8217;esordio &#8220;Tarzan Soraia&#8221;. </p>
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		<title>[Parlami di tER #26] Alla scoperta dell&#8217;Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diana & tobias]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Il 04.09.2008 iniziò il nostro viaggio. Con la macchina ci dirigemmo dalla Germania (Sassonia Anhalt) verso l’Italia. Ci trascorremmo 10 giorni, nonostante avessimo prenotato solo per 7 nel “Residence Mareo” di Riccione. Inizialmente la nostra intenzione era quella di andare a Venezia, trovare là una camera e vederci la città per un paio di giorni. Ma andò in modo diverso da quanto pensato: non trovammo nessuna camera adeguata (ovunque si trovavano numeri di cellulare attaccati alle finestre, ma nessuno era rintracciabile). Forse dipendeva dall’orario; era notte quando partimmo dalla Germania ed arrivammo che erano le 5 di mattina. Perciò dormimmo in macchina e ci decidemmo poi di proseguire lungo la costa verso Riccione. I primi giorni li trascorremmo a Ravenna, in un piccolo “Bed &#038; Breakfast”, con una camera elegante e una gentile signora anziana che ogni mattina ci preparava la colazione. E’ così che per la prima parte della nostra vacanza rimanemmo nella bella Ravenna e ci divertimmo come non mai nel visitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter/" target="_blank">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Il 04.09.2008 iniziò il nostro viaggio. Con la macchina ci dirigemmo dalla Germania (Sassonia Anhalt) verso l’Italia. Ci trascorremmo 10 giorni,  nonostante avessimo prenotato solo per 7 nel “Residence Mareo” di Riccione. </p>
<p>Inizialmente la nostra intenzione era quella di andare a Venezia, trovare là una camera e vederci la città per un paio di giorni. Ma andò in modo diverso da quanto pensato: non trovammo nessuna camera adeguata (ovunque si trovavano numeri di cellulare attaccati alle finestre, ma nessuno era rintracciabile). Forse dipendeva dall’orario; era notte quando partimmo dalla Germania ed arrivammo che erano le 5 di mattina. Perciò dormimmo in macchina e ci decidemmo poi di proseguire lungo la costa verso Riccione. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Aussicht-San-Marino.jpg"><img src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Aussicht-San-Marino-300x225.jpg" alt="" title="Aussicht San Marino" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-1513" /></a></p>
<p>I primi giorni li trascorremmo a Ravenna, in un piccolo “Bed &#038; Breakfast”, con una camera elegante e una gentile signora anziana che ogni mattina ci preparava la colazione. E’ così che per la prima parte della nostra vacanza rimanemmo nella bella Ravenna e ci divertimmo come non mai nel visitare la città e i suoi dintorni. </p>
<p>Poi proseguimmo per Riccione…trovammo subito la casa di villeggiatura, sistemandoci nella nostra camera. Era tutto splendido e meraviglioso. Poco lontano dalla spiaggia iniziava così la seconda parte della nostra vacanza. In Italia ci andammo con la nostra macchina perché siamo classici esploratori. Andiamo volentieri anche in spiaggia, ma preferiamo esplorare il paesaggio e conoscerne il territorio. Adoriamo conoscere il luogo, il paesaggio e la cultura. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Residence-Mareo.jpg"><img src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Residence-Mareo-300x282.jpg" alt="" title="Residence Mareo" width="300" height="282" class="aligncenter size-medium wp-image-1514" /></a></p>
<p>La nostra particolare esperienza riguardo a questa vacanza era quindi fatta di un viaggio senza meta, dove si osserva il paesaggio e si mangia in un ristorante – aspetti forse un po’ più insoliti rispetto al classico turismo da villeggiatura.  E tutto questo lo trovammo anche in un piccolo paese. Già avevamo intuito che il ristorante di quel paesino era frequentato per lo più da italiani, poiché il menu non era disponibile in lingua inglese e tanto meno in quella tedesca. Non avemmo neanche la fortuna di trovare un cuoco o un cameriere che masticasse la nostra lingua, o almeno l’inglese. Così ordinammo da mangiare. Entrambi lo stesso piatto – nella speranza di gustare della buona e tipica pasta fatta in casa. Beh, mia mamma mi diceva sempre: “Non ordinate mai lo stesso piatto”. Ci arrivò una minestra di fagioli, ohi ohi…i nostri sguardi si incrociarono e la delusione ci si leggeva in fronte. Ma…la mangiammo comunque e fu deliziosa.</p>
<p>Amiamo quei luoghi e stiamo già progettando la nostra prossima vacanza. A seguito di quest’ultimo viaggio siamo diventati grandi fan dell’Italia e speriamo di poter tornare in questo bel paese al più presto. </p>
<p>Cari saluti dalla città di Lutero, Wittenberg<br />
Diana &#038; Tobias</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Wir.jpg"><img src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/12/Wir-300x200.jpg" alt="" title="Diana u. Tobias" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-1515" /></a></p>
<p>&#8212;<br />
Qualche parola su di noi… Io e Tobias abbiamo entrambi 28 anni e viviamo in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassonia-Anhalt">Sassonia-Anhalt</a>. Siamo sposati dal 2009 e al momento stiamo costruendo la nostra casa, lavoriamo entrambi e la nostra famiglia è per noi la cosa più importante.</p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca “Auf Entdeckung der Emilia Romagna” si trova qui: <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-4-discovering-emilia-romagna">http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-4-discovering-emilia-romagna</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #25] La terra di mezzo: la bassa modenese</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Mazzini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bassa modenese]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Esiste una terra di mezzo, avvolta nelle nebbie tra Modena e Mirandola. E&#8217; nella provincia di Modena, ma quasi nessuno osa avventurarsi così lontano. Specialmente i &#8220;cittadini&#8221;, che arrivano a fatica nella zona industriale della propria città. Per arrivare in questo quadrilatero della nebbia, ci si può solo affidare al temibile Canaletto. Un nome così dolce per una strada così pericolosa&#8230;e tortuosa, perché costruita su quello che una volta era un canale. Se ne avete il coraggio, potete prendere questa strada statale da Modena e lentamente addentrarvi nei campi di grano, raramente intervallati da piccoli centri abitati nati proprio intorno a quella strada. Il primo limite da superare una volta lasciata Modena è il passaggio sotto alla TAV, quel mostro di cemento che si staglia nel piatto nulla. Una volta passati sotto ai pilastri che sopportano il passaggio dei treni, siete ufficialmente entrati nella terra di mezzo, di pochissimi metri sopra al livello del mare (si chiama bassa mica per niente). A sinistra vedrete le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter/" target="_blank">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Esiste una terra di mezzo, avvolta nelle <strong>nebbie tra Modena e Mirandola</strong>. E&#8217; nella provincia di Modena, ma quasi nessuno osa avventurarsi così lontano. Specialmente i &#8220;cittadini&#8221;, che arrivano a fatica nella zona industriale della propria città. Per arrivare in questo <em>quadrilatero della nebbia</em>, ci si può solo affidare al <strong>temibile Canaletto</strong>. Un nome così dolce per una strada così pericolosa&#8230;e tortuosa, perché costruita su quello che una volta era un canale.</p>
<p>Se ne avete il coraggio, potete prendere questa strada statale da Modena e lentamente addentrarvi nei campi di grano, raramente intervallati da piccoli centri abitati nati proprio intorno a quella strada. Il primo limite da superare  una volta lasciata Modena è il <strong>passaggio sotto alla TAV</strong>, quel mostro di cemento che si staglia nel piatto nulla. Una volta passati sotto ai pilastri che sopportano il passaggio dei treni, siete ufficialmente entrati nella <strong>terra di mezzo</strong>, di pochissimi metri sopra al livello del mare (si chiama <em>bassa</em> mica per niente).</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-10038" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-la-terra-di-mezzo-la-bassa-modenese/img_20721/"><img class="size-medium wp-image-10038  aligncenter" title="IMG_2072[1]" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/IMG_20721-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>A sinistra vedrete le lepri che corrono nei campi: guardatele bene perchè è l&#8217;unica attrazione del territorio. Il resto del percorso sarà in mezzo alla nebbia, che non vi farà vedere che state guidando su una <strong>stretta strada affiancata da profondi fossati</strong> a entrambi i lati. Io dico che questa è una prova: tu nelle mie terre ci arrivi solo se lo vuoi veramente. Tipo Narnia.</p>
<p>E, se lo volete veramente,  procedendo nella nebbia scoprirete <strong>una terra dove i commercialisti ti parlano in dialetto</strong>, i clienti si pagano con pezzi di prosciutto o di Parmigiano, e tutti ti conoscono perchè o sei &#8220;la figlia di&#8230;&#8221; o &#8220;la morosa di&#8230;&#8221;. Un posto dove, quando vai in banca, non ti chiedono la carta d&#8217;identità quando devi prelevare, perchè tanto ti conoscono, sei &#8220;la fiòla ed&#8230;&#8221;</p>
<p>Una terra dove, oltre ai gatti e ai cani, i vicini di casa come animali domestici hanno un&#8217;oca, un pavone, dei conigli, o due papere, che girano liberi per il giardino. In bici, una volta passati i vigneti e schivato i fagiani che ti attraversano la strada, arrivi anche vedere <strong>le mucche di tuo zio</strong>.</p>
<p>Sei nella terra di mezzo, che ti pone davanti all&#8217;<strong>ardua scelta del liceo</strong>. I 25 minuti di corriera (perchè qui si dice corriera, mica &#8220;bus&#8221;) è meglio farli per scoprire la misteriosa vita di città (Modena) o per rimanere nei territori famigliari della piccola provincia (Mirandola o Finale)? Che poi in un attimo arriva l&#8217;estate e, tra un anno di liceo e l&#8217;altro, ti tocca il lavoretto estivo: <strong>devi andare a raccogliere le pere</strong>.</p>
<p>Ma poi, con quella nebbia lì fuori, dove vuoi andare? Tanto, fuori, c&#8217;è solo un bar, da condividere con gli anziani. <strong>C&#8217;era un pub, ma è fallito</strong>. Quindi rimani in casa. E siccome lo fanno anche tutti i tuoi amici, trovate un garage comune, e formate la vostra prima <strong>band</strong>.</p>
<p>Poi la gente si stupisce se la nostra è una<strong> terra di musicisti</strong>&#8230;</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Francesca Barbieri</strong> su twitter è @fraintesa, a volte in tutti i sensi. Ha un blog, <a href="http://www.fraintesa.it/" target="_blank">fraintesa.it</a>, si occupa di social media da freelance, e ogni tanto torna nella bassa modenese per dire &#8220;questa sì, che è nebbia&#8221; e parlare in dialetto (non solo col commercialista).</p>
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		<title>[Parlami di tER #24] Cara Via Emilia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Cara Via Emilia, sei proprio una signora strada! Gli antichi romani hanno davvero fatto un bel lavoro, ti hanno fatta tutta dritta. Con molto piacere abbiamo viaggiato su di te e abbiamo avuto la possibilità di vedere luoghi e persone che mai avremmo visto dall’autostrada. E che fortuna che abbiamo avuto durante il nostro primo soggiorno in Emilia Romagna. I nostri hotel si trovavano proprio vicini a te, il primo a Faenza e il secondo tra Castelfranco Emilia e Modena. Andando per ordine però, a seguito del nostro volo low cost da Berlino a Venezia, siamo passati da Comacchio e Lugo per arrivare a Faenza. Da lì abbiamo incominciato la nostra esplorazione: Ravenna, con i suoi mosaici; Bologna, l’affascinante e vitale antica città universitaria con i suoi infiniti kilometri di portici; e Rimini, dove siamo passati con la macchina sull’antico Ponte di Tiberio. I luoghi che ci sono rimasti nel cuore, però, sono state le piccole città come Bertinoro, Brisighella, Dozza e Santarcangelo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Cara Via Emilia, sei proprio una signora strada! Gli antichi romani hanno davvero fatto un bel lavoro, ti hanno fatta tutta dritta. Con molto piacere abbiamo viaggiato su di te e abbiamo avuto la possibilità di vedere luoghi e persone che mai avremmo visto dall’autostrada. E che fortuna che abbiamo avuto durante il nostro primo soggiorno in Emilia Romagna. I nostri hotel si trovavano proprio vicini a te, il primo a Faenza e il secondo tra Castelfranco Emilia e Modena.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-24-cara-via-emilia/alle-flaggen-italiens-in-den-strassen-von-reggio-emilia/" rel="attachment wp-att-9985"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Alle-Flaggen-Italiens-in-den-Strassen-von-Reggio-Emilia-300x225.jpg" alt="" title="Alle Flaggen Italiens in den Strassen von Reggio Emilia" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-9985" /></a></p>
<p>Andando per ordine però, a seguito del nostro volo low cost da Berlino a Venezia, siamo passati da Comacchio e Lugo per arrivare a Faenza. Da lì abbiamo incominciato la nostra esplorazione: Ravenna, con i suoi mosaici; Bologna, l’affascinante e vitale antica città universitaria con i suoi infiniti kilometri di portici; e Rimini, dove siamo passati con la macchina sull’antico Ponte di Tiberio. I luoghi che ci sono rimasti nel cuore, però, sono state le piccole città come Bertinoro, Brisighella, Dozza e Santarcangelo di Romagna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-24-cara-via-emilia/blick-vom-castellarquato-2/" rel="attachment wp-att-9999"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Blick-vom-CastellArquato1.jpg" alt="" title="Blick vom Castell&#039;Arquato" width="300" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-9999" /></a></a></p>
<p>La seconda parte del nostro viaggio l’abbiamo dedicata all’Emilia, e proprio la nostra cara Via Emilia ci ha portati in quel di Parma, Reggio Emilia e Salsomaggiore Terme. Qualche volta però le siamo stati infedeli e abbiamo preso altre strade che ci hanno portato a Nonantola, dove abbiamo avuto la possibilità di vedere all’opera un gruppo di suonatori di “Piva” e di provare noi stessi a suonare qualcosa con questo strumento; a Vignola, dove per puro caso siamo arrivati in pieno svolgimento della “Festa delle Ciliegie” (L’Eccellenza delle Ciliegie); a Montecavolo abbiamo gustato diversi tipi di Erbazzone, e a Modena abbiamo visitato un’acetaia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-24-cara-via-emilia/pivenelsacco-spieler-in-nonantola/" rel="attachment wp-att-9997"><img src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/Pivenelsacco-Spieler-in-Nonantola.jpg" alt="" title="Pivenelsacco-Spieler in Nonantola" width="300" height="225" class="aligncenter size-full wp-image-9997" /></a></p>
<p>Davvero imponenti le rocche di Torrechiara, Fontanellato e Castell’Arquato. Dopo aver reso omaggio al grande Maestro Verdi a Busseto, l’ultima tappa del nostro viaggio è stata Ferrara. Tante cose abbiamo visto, ma ancora tanto c’è da scoprire, e per questo torneremo presto. Arrivederci Via Emilia, arrivederci Emilia Romagna!</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Kai Verbarg, nato in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renania">Renania</a> e ora residente a Berlino, lavora presso l&#8217;Università di Berlino. Sposato, non ha figli, ma troppi e troppi hobby/interessi, tra cui gestire un blog dedicato a Calvin Coolidge, il non amatissimo trentesimo Presidente degli Stati Uniti. Il suo blog copre anche tematiche come la psicologia, l&#8217;arte e l&#8217;educazione [<a href="http://kaiology.wordpress.com">http://kaiology.wordpress.com</a>]. E&#8217; uno dei fan più sfegatati di <a href="http://www.facebook.com/TourismusEmiliaRomagna">Tourismus Emilia Romagna</a> su Facebook.</p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca “Liebe Via Emilia” si trova qui: <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-3-dear-via-emilia">http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-3-dear-via-emilia</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #23] Perchè Ravenna?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlami di tER]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Mattes]]></category>
		<category><![CDATA[Freundeskreis Speyer-Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[gemellaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Perché Ravenna? Perché non Firenze, dove ho trascorso il mio primo lungo soggiorno in Italia. Chissà perché… Devo ammettere che non avevo mai sentito parlare di Ravenna, se non sul nostro giornale locale, in cui ogni anno leggevo del gemellaggio e del viaggio dei miei concittadini di Speyer in quel di Ravenna. Mi sembrava un qualcosa di molto interessante, e così decisi di partecipare anche io a quel viaggio. Detto, fatto, e così iniziò la mia devozione e passione verso Ravenna e la Romagna. Ora come ora i miei amici ravennati dicono sempre “Barbara ne sa più di noi di Ravenna”, forse esagerano un po’, ma fa comunque piacere sentirselo dire. Cos’ha Ravenna rispetto ad altre città italiane? Beh, ci sono veramente tanti monumenti e luoghi UNESCO, otto per essere precisi, mosaici stupendi, la spiaggia e una piazza, tutte cose che noi qui non abbiamo. Ma sarà solo questo il vero motivo? No, non è solo questo, sono le persone. Che sono rumorose come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Perché Ravenna? Perché non Firenze, dove ho trascorso il mio primo lungo soggiorno in Italia. Chissà perché… Devo ammettere che non avevo mai sentito parlare di Ravenna, se non sul nostro giornale locale, in cui ogni anno leggevo del gemellaggio e del viaggio dei miei concittadini di Speyer in quel di Ravenna.  Mi sembrava un qualcosa di molto interessante, e così decisi di partecipare anche io a quel viaggio.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9873" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/02/"><img title="Ravenna - Piazza del Popolo" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/02.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Detto, fatto, e così iniziò la mia devozione e passione verso Ravenna e la Romagna. Ora come ora i miei amici ravennati dicono sempre “Barbara ne sa più di noi di Ravenna”, forse esagerano un po’, ma fa comunque piacere sentirselo dire.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9886" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/09/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9886" title="affresco" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/09.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Cos’ha Ravenna rispetto ad altre città italiane? Beh, ci sono veramente tanti monumenti e luoghi UNESCO, otto per essere precisi, mosaici stupendi, la spiaggia e una piazza, tutte cose che noi qui non abbiamo. Ma sarà solo questo il vero motivo? No, non è solo questo, sono le persone. Che sono rumorose come noi del Palatinato, amanti della buona cucina, cordiali, ospitali, servizievoli come noi, e quando ti raccontano qualcosa ti appoggiano una mano sul braccio, com’è uso fare anche da queste parti.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-9893" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/03/"><img class="alignnone size-full wp-image-9893" title="dettaglio mosaico" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/03.jpg" alt="" width="160" height="180" /></a><a rel="attachment wp-att-9894" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/04/"><img class="alignnone size-full wp-image-9894" title="tagliatelle" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/04.jpg" alt="" width="160" height="180" /></a><a rel="attachment wp-att-9895" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/05/"><img class="alignnone size-full wp-image-9895" title="mosaico sant'appollinare" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/05.jpg" alt="" width="160" height="180" /></a></p>
<p>C’è Claudia, che non è mai stata ancora a Speyer, ma che ogni anno ci accompagna alla scoperta della sua città con grande entusiasmo, facendo sì che Ravenna, dopo ogni sua visita guidata, abbia ancora più fan.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9898" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/10/"><img class="alignnone size-full wp-image-9898" title="via giacomo matteotti" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/10.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Poi c’è Noemi, che da quando sa che ne vado matta, mi regala sempre un vasetto di fichi caramellati, che fa lei stessa, e dello squacquerone.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9902" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/12/"><img class="alignnone size-full wp-image-9902" title="stemma Ravenna" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/12.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>E poi non si può di certo dimenticare Bruno, che non solo fa dell’ottimo miele e di tutto per te, ma da qualche anno sta anche cercando di imparare il tedesco, che non imparerà mai dico io, ma fa lo stesso, tanto tra noi parliamo in italiano e ci capiamo alla grande!</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9906" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/img_0324/"><img class="alignnone size-full wp-image-9906" title="gruppo Speyer in visita" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/IMG_0324.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p><em>Ravenna die Schönheit liegt im Inneren</em> ( Ravenna la bellezza è dentro), avevo letto una volta da qualche parte, e posso confermare che è proprio così!</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-9901" href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-23-perche-ravenna/attachment/11/"><img class="alignnone size-full wp-image-9901" title="gruppo Speyer" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/11.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>&#8212;<br />
Barbara Mattes è dal 2004 la presidentessa del <a href="http://www.facebook.com/pages/Freundeskreis-Speyer-Ravenna/102628846495440">Freundeskreis Speyer-Ravenna</a>. Ravenna e Speyer sono gemellate dal 1989. Ogni anno a Pasqua un bus porta gli abitanti di Speyer a Ravenna, e i ravennati a loro volta si recano a Speyer per il <em>Brezelfest</em> (la festa dei Brezel) a luglio e per i mercatini di Natale durante la prima settimana dell&#8217;Avvento.</p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca “Warum Ravenna?” si trova qui: <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-2-why-ravenna">http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-2-why-ravenna</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #22] The other side of Rimini</title>
		<link>http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-22-the-other-side-of-rimini/</link>
		<comments>http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-22-the-other-side-of-rimini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicholas Montemaggi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlami di tER]]></category>
		<category><![CDATA[rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Riviera adriatica]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Rimini. Per tanti solo una spiaggia strapiena di persone ammassate l’una all’altra e che si arrostiscono al sole. Chi ha in mente solo questa immagine non è mai stato a Rimini d’autunno. Io ci sono stata. Una domenica d’ottobre ed è stato come…una vacanza. Vagavo spensierata sulla banchina del porto fra famiglie intente a fare la loro passeggiata con i propri bimbi e qualche turista. Qualche pescatore solitario sedeva sul bordo del molo sperando che qualche pesce abboccasse all’amo. Da lì sono poi arrivata in spiaggia e al mare. Il vento liberava la mia mente dai pensieri. Alcune famiglie spingevano i loro passeggini sulla sabbia per arrivare in riva al mare e ovunque si vedevano cani che correvano felici e liberi, in questa grande spiaggia deserta. È stata la mia prima volta in quel di Rimini. Non mi sono abbronzata, ma è andata bene lo stesso. Dopo una lunga passeggiata sono entrata, un po’ provata, in un bar e ho ordinato una cioccolata calda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/Ballons-am-Strand.jpg"><img title="Ballons am Strand" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/Ballons-am-Strand-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Rimini. Per tanti solo una spiaggia strapiena di persone ammassate l’una all’altra e che si arrostiscono al sole. Chi ha in mente solo questa immagine non è mai stato a Rimini d’autunno.</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/Fischer-am-Hafen.jpg"><img title="Fischer am Hafen" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/Fischer-am-Hafen-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Io ci sono stata. Una domenica d’ottobre ed è stato come…una vacanza. Vagavo spensierata sulla banchina del porto fra famiglie intente a fare la loro passeggiata con i propri bimbi e qualche turista. Qualche pescatore solitario sedeva sul bordo del molo sperando che qualche pesce abboccasse all’amo.</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300021.jpg"></a><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300023.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1386" title="S1300023" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300023-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Da lì sono poi arrivata in spiaggia e al mare. Il vento liberava la mia mente dai pensieri.</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300031.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1388" title="S1300031" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300031-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Alcune famiglie spingevano i loro passeggini sulla sabbia per arrivare in riva al mare e ovunque si vedevano cani che correvano felici e liberi, in questa grande spiaggia deserta.</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300045.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1390" title="S1300045" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300045-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>È stata la mia prima volta in quel di Rimini. Non mi sono abbronzata, ma è andata bene lo stesso. Dopo una lunga passeggiata sono entrata, un po’ provata, in un bar e ho ordinato una cioccolata calda.</p>
<p><a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1385" title="S1300021" src="http://blog.travelemiliaromagna.com/en/wp-content/uploads/2011/11/S1300021-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Questa è quella che io chiamo vacanza. Liberare la mente, godersi la natura e trovare tante nuove idee.</p>
<p>&#8212;<br />
Christine Neder è scrittrice, videogiornalista e social media manager. Lo scorso anno ha pubblicato un libro sul couchsurfing &#8220;<a href="http://www.amazon.de/gp/product/3862650367/ref=s9_simh_gw_p14_d5_g14_i1?pf_rd_m=A3JWKAKR8XB7XF&amp;pf_rd_s=center-2&amp;pf_rd_r=0Q80WGPE5APJSK06SFX8&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_p=463375173&amp;pf_rd_i=301128">90 nights, 90 beds</a>&#8220;. Nel suo blog parla della sua vita, di viaggi, di lifestyle e dell&#8217;ordinaria follia (<a href="http://www.lilies-diary.com/">www.lilies-diary.com</a>). La trovate anche su twitter (<a href="https://twitter.com/#!/Lilies_Diary">@Lilies_Diary</a>) e Facebook (<a href="http://www.facebook.com/pages/Lilies-diary/117295261635851">Lilies Diary</a>).</p>
<p>La versione originale in lingua inglese e tedesca <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-1-the-other-side-of-rimini">&#8220;The other side of Rimini&#8221;</a> si trova qui: <a href="http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-1-the-other-side-of-rimini">http://blog.travelemiliaromagna.com/my-emilia-romagna-1-the-other-side-of-rimini</a></p>
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		<title>[Parlami di tER #21] Una delle poche costanti</title>
		<link>http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter-21-una-delle-poche-costanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Arata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlami di tER]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[modena]]></category>
		<category><![CDATA[nicola ballotta]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. &#8212; Quando mi è stato chiesto di raccontare un luogo per la serie di sguardi d’autore di “Parlami di TER”, ho accettato subito, sicuro di non avere grossi problemi e anzi di avere una possibilità di raccontare e raccontarmi, cosa che non faccio molto spesso. Qui sono iniziati i problemi. Il primo lo conosco abbastanza bene. Sono un perfezionista e per scrivere anche poche battute, sapevo perfettamente che avrei impiegato giorni, per poi ridurmi all’ultimo minuto a rivedere tutto, è il motivo per cui il mio blog è sempre praticamente immobile. Il secondo invece mi ha fatto riflettere. Scrivendo, anzi pensando a questo post mi sono reso conto di quanta poca attenzione faccio alla mia città che odio e amo allo stesso tempo. Modena è una bella città, piacevole, vivibile, una di quelle città in cui tanti dicono “si sta bene”; allo stesso tempo, questo benessere tante volte sfocia in una piattezza che ti rinchiude in quella che un vecchio amico che scriveva racconti definiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/parlami-di-ter">Parlami di tER</a> è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p>Quando mi è stato chiesto di raccontare un luogo per la serie di sguardi d’autore di “Parlami di TER”, ho accettato subito, sicuro di non avere grossi problemi e anzi di avere una possibilità di raccontare e raccontarmi, cosa che non faccio molto spesso.</p>
<p>Qui sono iniziati i problemi.</p>
<p>Il primo lo conosco abbastanza bene. Sono un perfezionista e per scrivere anche poche battute, sapevo perfettamente che avrei impiegato giorni, per poi ridurmi all’ultimo minuto a rivedere tutto, è il motivo per cui il mio blog è sempre praticamente immobile. Il secondo invece mi ha fatto riflettere.</p>
<p>Scrivendo, anzi pensando a questo post mi sono reso conto di quanta poca attenzione faccio alla mia città che odio e amo allo stesso tempo. Modena è una bella città, piacevole, vivibile, una di quelle città in cui tanti dicono “si sta bene”; allo stesso tempo, questo benessere tante volte sfocia in una piattezza che ti rinchiude in quella che un<br />
vecchio amico che scriveva racconti definiva “gabbia psichica”. Devo quindi ammettere che ho faticato per trovare un posto che spiccasse in questa città e mi sono dovuto spingere appena un po’ fuori, non tanto, a Villa Sorra.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/villa_sorra.jpg"><img class="size-medium wp-image-9693 aligncenter" title="villa_sorra" src="http://www.travelemiliaromagna.it/it/../img/villa_sorra-300x200.jpg" alt="Villa Sorra" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La prima immagine che ho di Villa Sorra risale a quando ancora mi vestiva mia madre.</p>
<p>Ricordo che mia zia Iole passava a caricarmi con la sua vecchia Innocenti per una gita al campo volo, che guarda caso sorgeva proprio di fianco a Villa Sorra; dopo aver visto qualche deltaplano in volo, ci addentravamo in questo posto che aveva una magia tutta sua. Come probabilmente succede ad ogni bambino, a me sembrava tutto più grande. Percorrevamo questo sentiero come fosse una via d’accesso ad un giardino segreto, mentre lei mi raccontava storie di cui ormai ho perso memoria; il sentiero girava tutto intorno alla villa che però si scorgeva solo ad un certo punto. Anche di quella ho perso i ricordi e penso che nel tempo sia stata ristrutturata.</p>
<p>Perchè ho scelto questo luogo? Semplice, penso che sia uno dei pochi a Modena che è rimasto una costante della mia vita. Mi ha visto crescere. Mi ha ascoltato strimpellare la chitarra con gli amici durante adolescenti serate d’estate, mi ha aiutato a conquistare ragazze sotto il cielo stellato e mi ospita tutt’ora per qualche picnic la domenica.</p>
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<p><em>Nicola Ballotta, classe 1980, sognatore compulsivo, indigeno digitale, startupper. Vive a Modena, ma si sente cittadino del mondo. Circa tre anni fa ha fondato <a href="http://www.saidmade.com/" target="_blank">Saidmade</a>, un paese delle meraviglie completo di brucaliffi e bianconigli, dove talvolta prendono forma idee davvero improbabili.</em></p>
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