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5 monumenti di #WikiLovesMonuments da non perdere in Emilia- Romagna

Giovanni Arata 03/09/2012

Sabato 1 Settembre è partito Wiki Loves Monuments (WLM) il concorso fotografico che porta a spasso per la Rete i monumenti di tutto il mondo. WLM offre tanti buoni motivi per partecipare (ben sintetizzati qui), un’infinità di emergenze e, cosa che non guasta mai, una serie di premi niente male.
A noi di TER/APT Servizi ER il progetto è piaciuto fin da subito, ed insieme ai colleghi delle Città d’Arte dell’Emilia Romagna abbiamo lavorato per portare al suo interno quanta più Emilia- Romagna possibile. I risultati fin qua sono incoraggianti: sono oltre 300 le emergenze in regione, quasi cinquanta le istituzioni locali aderenti ed altrettante quelle interessate a partecipare (si può aderire anche in corso d’opera, NdR).

Col post di oggi vi rendiamo un primo “assaggio” dei tesori di WLM, elencando di seguito cinque monumenti che non si possono non fotografare in Emilia- Romagna:

1. Torre della Ghirlandina, Modena. Alta 86,12 metri e ben visibile da ogni angolo della città, la Ghirlandina è considerata il vero simbolo di Modena. Insieme con il Duomo e l’antistante Piazza Grande costituisce dal 1997 patrimonio dell’Umanità UNESCO. La Ghirlandina, oggetto di un profondo lavoro di restauro a partire dal 2008, è stata restituita alla cittadinanza ed ai visitatori alla fine del 2011. Oggi è un soggetto ideale per le fotografie [la foto a fianco è di @LucaP ed è distribuita con licenza Creative Commons]


2. Battistero degli Ariani, Ravenna.
Altra gemma d’arte della Regione, il Battistero degli Ariani è anch’esso patrimonio dell’Umanità UNESCO [così come il Mausoleo di Teodorico e la Basilica di Sant'Apollinare in Classe, a loro volta fotografabili per Wiki Loves Monuments]. La sua costruzione ha avuto luogo nel VI Secolo d.C, per volere del re dei Goti Teodorico, il quale intendeva far convivere pacificamente cristiani cattolici e cristiani ariani.

 


3. Portici di Bologna, Bologna
. Si estendono per quasi quaranta chilometri, come ideali arterie nel corpo del capoluogo bolognese. La loro costruzione è stata avviata nel tardo Medioevo, per dare riparo a cittadini e visitatori rispetto alle variazioni climatiche, ed è continuata lungo tutto il Rinascimento e le età successive. Tra le emergenze più notevoli si annoverano il Portico del Podestà, quello di Santa Maria dei Servi e di Palazzo Grassi [di età medievale] e poi il Portico Laterale di San Giacomo Maggiore  e quello del Pavaglione [nella foto a lato] edificati durante il Rinascimento. Il complesso dei Portici è stato candidato come patrimonio dell’Umanità UNESCO.


4. Castello Estense, Ferrara.
Il Castello Estense, conosciuto anche come Castello di San Michele, costituisce l’emergenza architettonica più rappresentativa di Ferrara. Nato come fortezza difensiva nel 1385, divenne circa un secolo dopo residenza stabile dei Marchesi d’Este, che lo ingrandirono ed abbellirono ulteriormente per adattarlo alla vita di Corte. Il fotografo che lo avvicina oggi resta impressionato anzitutto dalla struttura esterna, con gli imponenti ponti levatoi esterni, le torri di guardia e il fossato perimetrali. Anche il Castello, come l’intero centro storico di Ferrara, fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

5. Porto Canale Leonardesco, Cesenatico. Il Porto Canale, da sempre cuore pulsante di Cesenatico, fu tracciato già all’inizio del Trecento, ma la sua costruzione vera e propria si deve a Leonardo da Vinci, che lo realizzò due secoli più tardi su incarico dei Borgia, allora signori di Romagna. Curiosità: sul diario di viaggio del maestro pisano si trova uno schizzo a mano del Porto Canale, comprensivo di tutte le misurazioni del caso, e dell’intero borgo marinaro ripreso dall’alto dell’Antica Rocca urbana.

 

L’elenco delle emergenze di Wiki Loves Monuments non finisce qui: tra i monumenti immediatamente fotografabili ci sono tesori come il centro storico di Dozza, con i suoi  dipinti murali, i monumenti verdiani di Busseto, Palazzo Giannelli a Premilcuore e gli scorci appenninici di Santa Sofia. E poi c’è l’esercito delle opere in stand-by, quelle cioè messe a disposizione dagli enti locali [a Rimini, Parma, Piacenza, Reggio, Forlì, Cesena, Imola e molte altre] ma non ancora immortalabili perché prive del nullaosta del Ministero dei Beni ed Attività Culturali. Una volta che queste ultime saranno “liberate” il quadro sarà completo, e  l’Emilia- Romagna sarà un unico, grande, set fotografico a cielo aperto.
Lista completa dei monumenti partecipanti a questo indirizzo.

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